Torino. E il Bingo ha fatto flop

16/07/2004




    TORINO
     
    Venerdì, 16 Luglio 2004
    Pagina IX – Torino

    Sono stati gli stessi amministratori della sala di via Ancona a portare i libri in tribunale
    E il Bingo ha fatto flop
    Un crac annunciato da un milione di euro

    ALBERTO CUSTODERO

    Vittorio Merlo, presidente del consiglio di amministrazione della Sey International srl, non ha certo fatto "Bingo". La sua sala da gioco (Bingo, appunto), di via Ancona 3, è fallita il primo luglio. È la seconda, a Torino, a portare i libri in Tribunale per un crac stimato dal curatore fallimentare, il commercialista Luca Poma in un milione di euro. Tutto il settore Bingo, in realtà, s´è rivelato un flop come affare. Molte sale o sono in crisi, o sono chiuse, o sono sul punto di farlo.

    Ma la storia della Sey International srl è diversa dalle altre. Non capita tutti i giorni, infatti, che i Monopoli dello Stato concedano una licenza Bingo a una persona condannata dal tribunale di Torino per bancarotta fraudolenta nel 1998.
    E con una decina di altre condanne per reati fiscali e tributari. Si tratta di tal Salvatore Procopio, il cui nome è comparso di recente – come indagato – in un´indagine della guardia di finanza coordinata dal pm Roberto Furlan nella quale si ipotizza che per il rilascio delle licenze Bingo (gennaio 2001), siano state pagate tangenti a funzionari del Ministero delle Finanze. Dopo due mesi dall´apertura della sala, del resto – il 26 febbraio del 2002 – era stato lo stesso direttore generale dei Monopoli a vietare a Procopio di amministrare la società in modo diretto o indiretto. Quando la nuova cordata di soci che fanno capo a Vittorio Merlo ha acquistato la Srl, si è trovata subito in lite con la vecchia gestione.

    Merlo ha denunciato alla procura della Repubblica, per una presunta sottrazione di 500 mila euro dalle casse della Sala Bingo, lo stesso Procopio, due suoi amici, Bruno Chianese e Pantaleone Pepe, detto Lucio (ex direttore di sala), il suo commercialista, Ezio Boux (anch´egli condannato in passato per bancarotta), e l´ex amministratore unico Raimondo Compans di Brichanteau Challant. Procopio esce di scena e ripara alle Seychelles. Il sostituto procuratore Caterina Sgrò, da due anni ha aperto un´indagine ma la conclusione pare ancora lontana. Nel frattempo le azioni della Srl passano di mano in mano, ai vecchi soci (si vocifera che dietro il paravento di un fiduciario ci sia stato anche un campione della Juventus), se ne avvicendano di nuovi. Fra le new entry ci sono personaggi della Torino bene, clienti di una Sim della Banca Sella attirati nell´affare dall´abile operatore finanziario Colonna. Nella sala si fanno vedere di tanto in tanto anche Vip, dal calciatore Del Piero – il suo futuro cognato lavora alla cassa – alla Littizzetto. Ma gli affari della sala non decollano.

    La nuova gestione – tutti professionisti di provata esperienza, Merlo in testa – le tentano tutte per salvare l´attività. Tagliano drasticamente il personale, i cento dipendenti sono ridotti a soli 15. Ma Bingo, gioco popolare in Spagna e in Inghilterra, in Italia, in particolare a Torino, non si diffonde. Le giocate sono basse, gli aggi minimi, le macchinette automatiche e le supervincite annunciate dai Monopoli restano solo promesse.