Torino: Cgil ultimo bersaglio degli hackers

26/02/2001

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24 Febbraio 200124 feb. 2001 Pagina 9
Pirati dei computer scatenati
La Cgil l’ultimo bersaglio

Dopo il Comitato olimpico, gli hackers hanno colpito il sindacato: indaga la Digos


Dopo l’assalto al sito Internet del Comitato Torino 2006, i pirati informatici, gli hackers, hanno preso di mira quello della Cgil torinese. Il sabotaggio è avvenuto giovedì: gli autori — per il momento ancora misteriosi — potrebbero essere gli stessi che, nei giorni scorsi, sono riusciti a violare il sistema informatico del comitato olimpico facendo comparire sui computer la parola «aliena».
Ecco cosa è successo in via Pedrotti. La pagina web all’indirizzo www.cgil.it è stata sostituita con un fotomontaggio che riproduceva il viso di Lenin opportunamente truccato al punto da attribuirgli sembianze femminili: sulla sua immagine, infatti (su sfondo rosa), sono stati sovrapposti un parrucchino, labbra rosse e palpebre azzurre. Il fotomontaggio era accompagnato da scritte offensive, apparentemente in codice, in lingua inglese, così tradotte: «modificato — questo sito è stato modificato per lanciare al mondo il nostro messaggio di pace — vaffanculo comunisti».
L’episodio è stato reso noto dalla segreteria della Cgil torinese che ha presentato una denuncia alla Digos contro ignoti. In un primo momento la Cgil aveva deciso di non diffondere l’informazione per non intralciare le indagini. «Questa intrusione — si legge nel comunicato — ha causato il blocco dei servizi informativi e di accesso ad Internet che si avvalgono del nostro sito che funge da provider esclusivamente alle categorie e strutture interne alla Cgil. La Camera del Lavoro metropolitana di Torino, nel condannare quanti utilizzano a fine impropri i diritti di informazione, richiama i lavoratori e i militanti alla vigilanza contro ogni provocazione che ha caratteristiche che sembrano rifarsi ad atteggiamenti fascisti».
«È la prima volta che accade un episodio simile — ha commentato Gianni Pibiri, segretario organizzativo della Camera del Lavoro — le persone che si sono introdotte nel nostro sito sono professionisti perché hanno aggirato i codici segreti che qui pochissimi conoscono. La vicenda ci preoccupa molto e ci ha arrecato un notevole danno causato dal blocco del sistema informatico. Non dimentichiamo che siamo sotto elezioni. In momenti così delicati, gli autori di questo gesto da un lato tentano di intimidire, dall’altro vogliono dimostrare che è possibile accedere dall’esterno in qualunque momento nel sistema della Cgil, danneggiando la nostra immagine. Quali sono le intenzioni dei misteriosi hackers che ci hanno preso di mira?»
(a. cus)