Torino cerca camere negli hotel

29/04/2002





Ricerca Itp: la capacità ricettiva è insufficiente e servono 2.500 nuove stanze
Torino cerca camere negli hotel

Augusto Grandi

TORINO – Poche camere negli alberghi torinesi, non sempre all’altezza delle richieste degli ospiti e con prezzi elevati. Eppure il turismo, a partire dal segmento business, è destinato a svilupparsi nella capitale subalpina. E una ricerca commissionata da Itp, l’agenzia per la promozione degli investimenti a Torino e in Piemonte, evidenzia la necessità di realizzare almeno 2mila-2.500 nuove camere nell’arco dei prossimi anni. Camere che si aggiungeranno alle 1.223, nel segmento dei 3 e 4 stelle, che saranno ultimate entro il 2004. Una crescita considerevole, considerando che l’offerta attuale dell’area metropolitana è basata su 183 strutture per 6.874 camere. Ma si tratta di un’offerta inadeguata rispetto alle esigenze del mercato. Non esistono, infatti, alberghi a 5 stelle e il 52% delle camere disponibili è concentrato nel segmento dei 3 stelle. «Peccato che la clientela straniera – sottolineano alla Frigerio Viaggi di Torino, che si occupa anche di incoming – non apprezzi la qualità dei molti 3 stelle torinesi, a differenza di quanto avviene all’estero. Ed esiste, inoltre, un problema di piccole dimensioni di svariati hotel. Così, quando i gruppi sono anche solo mediamente numerosi, devono essere suddivisi tra più alberghi». Analisi confermata da Paolo Corradini, direttore di Itp. «La dimensione media – afferma – è di 38 camere mentre a Lione, città che tradizionalmente si confronta con Torino, è di 60 camere. E a Lisbona si sale a 110». Senza dimenticare che, spesso, gli alberghi non dispongono dei servizi adatti a una clientela d’affari. Per questo il vicepresidente di Itp, Fabio Massimo Grimaldi, ha deciso di rivolgersi ai principali operatori internazionali. «Anche perché – sottolinea Corradini – le grandi catene fanno marketing, convogliano flussi, inseriscono Torino nei cataloghi». Insomma, un prezioso intervento sull’immagine torinese. Solo che, a parte Le Meridien, i marchi internazionali sono assenti da Torino. Una carenza che sta per essere colmata. Sia perché sta per aprire un hotel di Accor di fianco al Palamoda (un 4 stelle di 162 camere) sia, soprattutto, perché Itp ha già contattato 18 grandi catene internazionali e l’interessamento è stato notevole. Soprattutto da parte di alcune catene spagnole. Sol-Melia e Ac Hotels, ma anche Barcelo Hotels. Non solo dalla Spagna, comunque, giungono manifestazioni di interesse. Anche dagli Stati Uniti si sono fatte avanti alcune grandi catene. Mentre Le Meridien sta per ultimare un secondo albergo al Lingotto, ma un 5 stelle da 142 camere, e pensa a una struttura stagionale da realizzare nell’area lasciata libera da Fiat Avio e da aprire solo nei periodi di congressi e saloni. I francesi di Campanile puntano invece su grandi hotel nella banlieue torinese, destinati a uomini d’affari con ridotta capacità di spesa. Nei sogni di Itp, però, figurano anche Hilton e Sheraton. Magari nell’hotel da realizzare all’aeroporto di Caselle. Altri alberghi sorgeranno nell’area della nuova stazione di Porta Susa dove è ancora in alto mare la scelta per il grande palazzo della Rai che dovrebbe trasformarsi in hotel, uffici e spazi commerciali. Ma sono numerose le strutture antiche destinate a ospitare hotel. A partire dal bellissimo palazzo ex Enel (ora della Deutsche Bank) nel centro cittadino o da un palazzo di Piazza San Carlo, il salotto torinese. Non mancano, però, i problemi. E i potenziali investitori stanno trovando ostacoli in alcuni costruttori o proprietari delle aree che richiedono cifre particolarmente elevate. Con il risultato di creare continui rinvii mentre i giochi olimpici del 2006 si avvicinano.

Sabato 27 Aprile 2002