Torino. Ascom e i sindacati trattano su giorno di riposo

26/11/2007
    domenica 25 novembre 2007

      Pagina VIII – Torino

        Un negoziato segreto per aumentare l´indennità al 30% e garantire il recupero

        L´Ascom e i sindacati trattano
        su giorno di riposo e incentivi

          DIEGO LONGHIN

          Controlli sui giorni di riposo e un extra del 30 per cento per i festivi lavorati. Questi i due punti all´ordine del giorno della trattativa tra Ascom e sindacati di categoria. Confronto sotterraneo partito dodici giorni fa con un faccia a faccia tra i tre segretari, Elena Ferro per la Filcams-Cgil, Bruno Cordiano per la Fisascat-Cisl e Giannantonio Pezzetta per la Uiltucs-Uil, e i massimi dirigenti dell´associazione di via Massena. Dall´altra parte del tavolo c´erano il direttore, Carlo Alberto Carpignano, e Lorenzo Vergnano.

          Da due anni i sindacati di categoria rivendicano uno straordinario per gli addetti che lavorano nei giorni festivi, a partire dalla domenica, raggiungendo una sorta di accordo o contratto provinciale con le associazioni degli esercenti, sulla scia di quello che si è fatto in altri comuni turistici. La risposta è sempre stata «no», tanto che il sindacato non partecipa più ai tavoli di concertazione dell´area metropolitana per decidere le domeniche in cui i negozi possono tenere alzata la serranda. Ora qualche cosa sembra muoversi, complice anche l´interesse del comune di Torino e dell´assessore al Commercio, Alessandro Altamura, di mettere pace nella categoria.

          Al faccia a faccia di dodici giorni fa i tre segretari hanno illustrato le due richieste fondamentali. Un monitoraggio dei giorni di riposo, attraverso l´ente bilaterale, per evitare che si vada contro la legge e che nei piccoli negozi gli addetti siano costretti a lavorare sette giorni su sette, e uno straordinario del 30 per cento in più rispetto al salario normale se la commessa lavora di giorno festivo. «Per noi questo è il minimo – hanno spiegato i leader di categoria – il punto di arrivo, al di sotto del quale non possiamo andare». E per la prima volta in via Massena non hanno detto «no».

          Le rivendicazioni non sono state accolte con entusiasmo, ad un pezzo della riunione ha partecipato anche la presidente, Maria Luisa Coppa, e alla fine si è arrivati ad un «nì». I vertici dell´Ascom hanno chiesto una proposta scritta, arrivata la scorsa settimana a firma dei tre segretari di Cgil, Cisl e Uil. Documento che la Coppa porterà nella prossima riunione di giunta per aprire un confronto con tutti i membri dell´esecutivo. Un modo per coinvolgere tutta l´associazione in una discussione delicata. Solo a Torino le attività commerciali sono circa 20 mila, compresi circa 5 mila pubblici esercizi tra bar e ristoranti. Il che vuol dire un´occupazione che oscilla tra i 50 e i 60 mila addetti. E se via Massena alla fine dovesse trasformare il «nì» in un «sì» l´impatto sarebbe rilevante anche a livello nazionale: un buon viatico per la chiusura del contratto nazionale, dove potrebbe essere inserito l´extra del 30 per cento di matrice torinese.