Tognana boccia la legge sulle Rsu

24/01/2001

Corriere della Sera





L’imprenditore boccia la legge sulle Rsu: nascerebbero rappresentanze di albanesi e marocchini.
Tognana: si rischia la nascita di sindacati etnici
      ROMA – Spiega Nicola Tognana, 48enne vicepresidente della Confindustria, già presidente degli industriali di Treviso e amministratore delegato de «La Tegolaia», media azienda che produce tegole e pavimentazioni per esterno: se passasse la legge sulla rappresentanza sindacale in discussione in Parlamento, ci sarebbe il rischio di avere nelle fabbriche del Nord «la rappresentanza degli albanesi e quella dei marocchini». Perché al Nord di fabbriche «multietniche» ce ne sono ormai molte. E questa legge, voluta dalla sinistra e soprattutto dalla Cgil, favorendo «la frammentazione sindacale» («bastano cinque lavoratori» per presentare una lista) potrebbe aprire la porta anche ai sindacati etnici, «ciascuno portatore di esigenze tipiche della propria cultura». Con conseguenze pratiche: «Per esempio, il sindacato islamico preferirebbe lavorare la domenica e non il venerdì. Come si concilia tutto ciò con le esigenze delle imprese?», chiede Tognana. Il vicepresidente della Confindustria pone il problema della legge sulla rappresentanza sindacale in mezzo a un elenco di sei provvedimenti sui quali l’associazione degli imprenditori ha deciso di suonare l’allarme con uno scopo preciso: bloccarne l’approvazione in attesa delle prossime elezioni. Ma le parole con le quali Tognana chiede di fermare la legge, il riferimento agli albanesi e ai marocchini e alle esigenze islamiche riaprono le polemiche già scoppiate dopo l’allarme Islam lanciato dal cardinale di Bologna, Giacomo Biffi. Sulla Confindustria è ormai caduta la «tegola» di Tognana. Passano infatti poche ore dalla conferenza stampa e piovono reazioni da tutte le parti.
      «Tognana straparla e dimostra di avere un’idea razzista delle rappresentanze», dice il vicesegretario della Cgil, Guglielmo Epifani. «È una provocazione politica che alimenta la xenofobia», tuona Gloria Buffo, responsabile Lavoro dei Ds. «La libertà sindacale è garantita dalla Costituzione», osserva il segretario della Cisl, Savino Pezzotta. E perfino da destra arrivano le censure: «Giuste le critiche alla legge, ma inaccettabile e di cattivo gusto la colorazione etnica data da Tognana», commenta Giorgio Alemanno responsabile per le politiche sociali di An.
      Passano così in secondo piano le altre 5 leggi di cui la Confindustria chiede lo stop: quella sull’inquinamento elettromagnetico perché troppo costosa per le imprese; quella sulla valutazione di impatto ambientale (per lo stesso motivo); quella sulla cooperazione allo sviluppo perché escluderebbe le imprese dai fondi; quella sui lavori atipici e quella sui servizi pubblici locali perché frenerebbero la competitività. C’è tempo solo per una replica del ministro per le Politiche comunitarie, il verde Gianni Mattioli, a difesa di limiti alle onde elettromagnetiche.
Enrico Marro


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