Tivigest, nuovi soci e rotta sulla Borsa

18/02/2003




Martedí 18 Febbraio 2003
TURISMO


Tivigest, nuovi soci e rotta sulla Borsa

Ricavi a 65 milioni per il gruppo alberghiero veneto

MARTINO CAVALLI


MILANO – Tre soci industriali, un piano di sviluppo immobiliare-alberghiero e la quotazione in Borsa nel 2006: è il ruolino di marcia per i prossimi tre anni di Tivigest, il gruppo padovano che gestisce 28 strutture alberghiere, circa la metà in proprietà o comunque con quote di partecipazione. Nel 2002 il gruppo ha registrato 1,1 milioni di presenze con un fatturato aggregato di 60 milioni di euro, con un trend di crescita pari al 15% annuo nell’ultimo triennio. Per il 2003 le previsioni parlano di 1 milione e 250mila presenze e un fatturato di 65 milioni di euro. I tre soci industriali sono i gruppi Gemmani (industria del legno), Miorelli (settore alberghiero) e Cascina (ristorazione collettiva), ciascuno dei quali è già socio di Tivigest in singole iniziative immobiliari. Ora però si prospetta un cambiamento importante, con i tre partner destinati a passare "al piano superiore", quindi direttamente nella holding dalla quale attualmente dipendono oltre venti società operative. «Con loro vogliamo proseguire sulla strada dello sviluppo di attività alberghiero-immobiliari – spiega il presidente del gruppo padovano, Graziano Debellini – per arrivare al 2006 con altre 6 strutture in proprietà, e a quel punto andare avanti con la quotazione in Borsa». Tivigest è nato alla fine degli anni Settanta ad opera di Debellini, (leader dei ciellini veneti, è stato il primo presidente della Compagnia delle Opere) e di un gruppo di amici che insieme aveva deciso di prendere in gestione alcuni rifugi di montagna sull’Adamello, in Trentino, e si è poi sviluppato nell’ambito del turismo sociale. Oggi le 28 strutture che fanno capo a Tivigest corrispondono a una segmentazione del l’offerta in sei classi: mare, neve, montagna estiva, città d’arte, laghi e terme. In campo anche risorse importanti per i lavori di ristrutturazione di alcune proprietà: l’anno scorso ad esempio sono stati investiti 20 milioni di euro per gli alberghi di St. Moritz (l’Hotel Reine Victoria) e Abano Terme. Lo sviluppo è affidato a cinque nuovi villaggi in Sicilia, Sardegna, Calabria (in Basilicata, due anni fa è stato effettuato un investimento con Sviluppo Italia, che ha portato alla creazione di oltre 1.200 posti letto), Toscana e Liguria. Ci sarà uno sviluppo anche nelle città, dove il gruppo Tivigest oggi è presente a Roma, Venezia e Padova. Proprio su Padova, sede della società, Debellini sottolinea il successo dell’operazione di rilancio del Caffè Pedrocchi, che oltre al ritorno in immagine dovrebbe presto dare soddisfazioni anche economiche. E proprio il Caffè Pedrocchi potrebbe diventare il centro di una nuova iniziativa alberghiera di nicchia. «La gestione del patrimonio artistico e museale delle città ci interessa molto – spiega Debellini – e ci candidiamo a questo genere di attività, che vorremmo svolgere con una società ad hoc». A cavallo tra l’attività alberghiera e la gestione del patrimonio artistico è anche l’iniziativa veneziana di Palazzo Contarini, una struttura trecentesca che viene gestita come un residence di alta gamma per soggiorni alberghieri ma anche manifestazioni aziendali.