Titolare di un istituto di vigilanza ai «domiciliari» per estorsione

26/02/2002



26 febbraio 2002
RAGUSA
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Nel mirino dei carabinieri � finito il titolare di un istituto di vigilanza con sede a Pozzallo e succursale a Ragusa

Ai �domiciliari� per estorsione

Avrebbe fatto firmare dimissioni al momento di assumere i dipendenti

Estorsione continuata. E’ questa la pesante accusa che per il momento viene addebitata al responsabile di un Istituto di vigilanza privata, che � stato arrestato dai carabinieri (beneficiando dei �domiciliari�). Si tratta di Giovanni Pediliggieri, di 62 anni, di Pozzallo, titolare di una nota istituzione di �vigilantes� con sede legale nella cittadina marinara e una succursale nel capoluogo. Alcuni particolari dell’operazione sono stati forniti ieri mattina in conferenza stampa dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Modica, capitano Federico Reginato, e dal tenente Giuseppe Morale, comandante del Nucleo operativo della predetta Compagnia. Sono stati impegnati anche i militari della Stazione di Pozzallo e il nucleo dei carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Ragusa, nonch� funzionari dello stesso Ufficio.
Da accertamenti vari e dall’acquisizione di documenti, a seguito anche di alcune perquisizioni, sarebbe emerso un particolare che viene considerato oltre che inquietante, basilare ai fini della formulazione dei capi d’accusa. In pratica, il titolare dell’Istituto di vigilanza privata, che ha diciassette dipendenti, all’atto dell’assunzione del personale si sarebbe fatto firmare un documento di dimissioni. Ci� allo scopo di poter detrarre dalla quota dello stipendio mensile contenuta in busta paga somme che variavano dalle 200 alle 500 mila lire, pena il licenziamento, tramite questo espediente. Pare che la trattenuta venisse giustificata quale rimborso spese per l’uso di mezzi dell’azienda, carburante compreso. Una sorta di stratagemma, a quanto pare, finalizzato a bypassare il tanto discusso (almeno attualmente) articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che prevede, come si sa, la fine del rapporto per iniziativa del datore di lavoro, solamente per giusta causa.
L’inchiesta dell’Ispettorato del lavoro di Ragusa avrebbe, invece, accertato altre irregolarit� riguardanti la mancata retribuzione al personale del servizio prestato nelle ore notturne e nei festivi, nonch� turni con superlavoro e mancato godimento di riposo e ferie in taluni casi. Tutto questo secondo la denuncia. A conclusione della prima fase d’indagine il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Modica, Domenico Platania, nella qualit� di pm in questo procedimento, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari, Paolo Mainardi, l’arresto del Pediliggieri, che � stato accordato, tramutandolo poi, come s’� detto, in arresti domiciliari. Non � stato assunto alcun provvedimento a carico della moglie del Pediliggieri, che risulta contitolare dell’azienda. L’inchiesta continua, sia da parte dei carabinieri che come Ispettorato del lavoro, che, tra l’altro, pare abbia esteso a tutte le istituzioni che svolgono compiti di polizia privata i propri controlli. Pare che anche a seguito di questa vicenda si siano allertate le organizzazioni sindacali di categoria, che intendono intraprendere delle azioni a tutela dei lavoratori. Anche da parte dei sindacalisti, insomma, le varie fasi delle indagini in corso vengono seguite con interesse, proprio nella prospettiva di dovere, eventualmente, intervenire nell’interesse dei dipendenti dell’Istituto di vigilanza privata.
Giorgio Buscema