Tirrenia, naufragata la gara è l’ora del commissario

06/08/2010

La storia della privatizzazione Tirrenia è la cronaca di un naufragio annunciato. Oppure preordinato, secondo le interpretazioni più maliziose. All’indomani del fallimento della gara – dichiarato mercoledì sera dalla finanziaria di Stato Fintecna,dopo che l’unico aspirante acquirente, Mediterranea Holding spa, nonsi è presentato all’appuntamento per la stipula del contratto – Silvio Berlusconi ha firmato ieri il decreto per ammettere la società di navigazione alla procedura di amministrazione straordinaria, nominando commissario straordinario l’ex amministratore unico Giancarlo D’Andrea.
L’INCUBO SPEZZATINO
Detto in parole povere, per la compagnia navale si profila all’orizzonte la soluzione dello spezzatino: lo scorporo e la vendita separata sul mercato delle singole rotte, ovvero la soluzione più gradita alle aziende private del settore e all’Unione europea, che non vedeva di buon occhio la privatizzazione ad una società parzialmente pubblica. La Regione Sicilia, con il suo 37%, è il principale socio della Mediterranea Holding, e ieri ha chiesto alla Fintecna di fissare un nuovo termine per la firma del contratto d’acquisto. Anchese i termini fissati da Bruxelles imporrebbero una soluzione conclusiva entro il 30 settembre. Ma si tratta anche della soluzione più temuta dai sindacati, per gli evidenti rischi occupazionali che comporterebbe il frazionamento. «Se questa malaugurata evenienza fosse confermata, la Uiltrasporti si renderà disponibile a sostenere qualunque azione di lotta che i lavoratori dovessero decidere per impedirne l’attuazione» sottolinea il segretario generale Giuseppe Caronia, chiedendo al governo «un vero negoziato col sindacato per rimediare al disastro causato con la complicità di Fintecna». Ovvero, riproporre alla Regione Sicilia il trasferimento gratuito di Siremar, che assicura i collegamenti con le sue 16 isole minori, e predisporre l’emanazione di un nuovo bando per la vendita di Tirrenia, con un preliminare accordo sulle garanzie occupazionali per i 2mila lavoratori coinvolti (senza considerare l’indotto).
L’INADEGUATEZZA DEL GOVERNO
Toni molto duri anche dal segretario generale della Filt Cgil, Franco Nasso: «Con ’annullamento della gara è emersa l’inadeguatezza della gestione da parte del governo della privatizzazione di Tirrenia, ed ora si apre uno scenario ancora più incerto e denso di pericoli per la continuità dell’attività, dell’occupazione e dei servizi all’utenza» accusa il sindacalista, giudicando inadeguati i provvedimenti assunti in fretta e furia dal Consiglio dei ministri per garantire uno stanziamento di risorse per la continuità operativa dei servizi di navigazione. Mentre il leader della Fit Cisl, Claudio Claudiani, chiedendo di fare immediata chiarezza sulle ragioni di «una incredibile mancata conclusione della privatizzazione», si augura «una positiva conclusione della vertenza che non deve in alcun modo scaricarsi sui lavoratori che stanno agendo quotidianamente con sacrificio ed assoluto senso di responsabilità». Allarme anche tra i banchi dell’opposizione, con il Partito democratico che invita l’esecutivo a «riferire immediatamente al Parlamento sul fallimento di una privatizzazione iniziata male e finita peggio».