Tirocinio unico per i professionisti

14/05/2004
 
 
 
Numero 114, pag. 25 del 13/5/2004
Autore: di Ginevra Sotirovic
 
Tirocinio unico per i professionisti
 
L’ipotesi allo studio della commissione Miur per la riforma dell’accesso.
Tre decreti entro maggio.
In vista un praticantato di un anno per tutti. Esclusi i contabili
 
Nuovi esami di stato in arrivo per tutte le professioni tecniche già incluse nel decreto 328/01, insieme a consulenti del lavoro e giornalisti. In via di modifica anche il tirocinio che dovrebbe essere portato a un anno per tutte le categorie, salvo qualche eccezione per le contabili.

Un’unica commissione paritetica, composta da professori universitari e professionisti, si occuperà di esaminare i laureati triennali, decisamente pochi rispetto ai quinquennali, e quelli specialistici. Ancora top secret il numero delle prove sul quale si sta ancora discutendo, anche se non sono attesi grandi stravolgimenti nell’impianto della 328 (con quattro prove: due scritte, una pratica e una orale). È stato invece bloccato ogni possibile tentativo di estendere le competenze degli ordini attraverso l’aumento del numero delle classi di laurea, con le quali si può avere accesso a più di un ordine professionale. Meno complicato il lavoro sul tirocinio che si sta tentando di armonizzare portando per tutti (con qualche eccezione come i revisori contabili) la durata a un anno.

Sono attesi per la fine di maggio i tre decreti di modifica, ma anche di attuazione del dpr 328/01 in materia di esami di stato e tirocinio per le professioni di dottore agronomo e dottore forestale, agrotecnico, architetto, assistente sociale, attuario, biologo, chimico, geologo, geometra, ingegnere, perito agrario, perito industriale e psicologo. E riguardanti anche i dottori commercialisti e i ragionieri.

La commissione del Miur incaricata della revisione ha inoltre deciso di estendere la nuova normativa anche a due categorie che avevano lamentato l’esclusione dal 328 e cioè giornalisti e consulenti del lavoro. Questi ultimi, tra l’altro, all’epoca dell’elaborazione del decreto erano ancora in forse se potessero rientrare o meno nel raggio d’azione dell’albo unico tra dottori commercialisti e ragionieri, ai quali era dedicato un dpr autonomo (poi stoppato dalla Corte dei conti perché segnato da un eccesso di delega). Rimangono ancora fuori, invece, gli statistici e i tecnici alimentari per i quali gli interventi da fare non rientrano solo nell’ambito degli esami di stato, ma riguardano anche le competenze e i rapporti con gli ordini limitrofi. Fuori anche medici e avvocati.

I lavori procedono spediti anche se solo uno dei tre provvedimenti è praticamente pronto ed è quello che riguarda le modifiche del dm 99/57 sulle prove degli esami di stato. Mentre il secondo che deve stabilire quali titoli e quindi quali classi di laurea possono avere accesso agli ordini è in fase di ultimazione. Più indietro di tutti è quello sul tirocinio che però non dovrebbe presentare grossi problemi di elaborazione. I decreti, spiega il sottosegretario Maria Grazia Siliquini, ´favoriranno un più proficuo raccordo tra il Miur e gli ordini con una partecipazione significativa degli ordini locali’.

Prove d’esame. Nonostante il decreto sia stato quasi ultimato, il numero delle prove dell’esame di stato è ancora fonte di dibattito interno alla commissione. Ieri, infatti, il tema è stato discusso dalla commissione nella quale sono stati auditi giornalisti e consulenti del lavoro. Pare certa l’intenzione di non stravolgere lo schema di quattro prove introdotto dal dpr 328, ma alcuni ordini vorrebbero accorciare il numero a tre, per non pesare troppo sugli studenti. Le commissioni sarebbero comunque formate da professionisti e da professori universitari e a seconda dei casi presiedute da uno di questi componenti. Nessuna distinzione, se non nelle materie oggetto dell’esame, per i triennali.

Titoli. L’aumento dei titoli di studio che potranno avere accesso a uno o più ordini professionali non comporterà un corrispondente aumento delle competenze. Su questo la commissione non ha dubbi. Tra gli ordini che per primi hanno ottenuto l’aumento delle classi di laurea ci sono i dottori agronomi che hanno aperto le porte del proprio albo anche alle classi di scienze naturali, scienze ambientali e pianificazioni ambientali. Ma le richieste di ampliamento delle classi di laurea non sono così molte, vista la preoccupazione di confliggere con ordini limitrofi o il rischio, paventato da alcuni, di aumentare a dismisura il numero degli iscritti, che in alcuni casi è già ben al di sopra delle possibilità di inserimento lavorativo.

Tirocinio. Più in alto mare il testo sul tirocinio, anche se dal dibattito che si è svolto finora all’interno della commissione si sta facendo largo l’ipotesi di portare per tutti a un anno la durata del praticantato. Questa soluzione raggiungerebbe l’obiettivo di armonizzare i percorsi di formazione per l’accesso a tutte le professioni. Certo si dovrebbero prevedere alcune deroghe, per quelle professioni tecnico-contabili che hanno periodi formativi già prestabiliti. (riproduzione riservata)