Tiro incrociato sulla Finanziaria

23/09/2002

23 settembre 2002
 
Pagina 12 – Economia
 
 
Tiro incrociato sulla Finanziaria
Fronte comune delle imprese contro il decreto fiscale
          Castagnetti: "Berlusconi riferisca sui conti pubblici in Parlamento". Bordon: "Tremonti-croupier"
          Oggi si riuniscono i vertici delle associazioni di industriali, artigiani, banche e agricoltori

          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Si decidono in questa settimana le sorti della Finanziaria e dei due interventi sulle entrate e sulle spese, decisi dal governo Berlusconi. Una fitta serie di incontri e contatti che culminerà lunedì 30 con il varo da parte del consiglio dei ministri dell´importante documento economico. Non sarà una settimana facile: la prima a muoversi sarà la Confindustria, sempre più sul piede di guerra. Oggi è previsto un incontro tra l´organizzazione degli industrali, l´Abi, la Confartigianato e la Confagricoltura per discutere una linea comune sul decreto fiscale sulle imprese. L´atteggiamento dalle parti di Viale dell´Astronomia viene così sintetizzato: «Tra Irpeg e Irap il Patto per l´Italia vale molto meno dei 3 miliardi che ci costa il decretone, dunque è come se ce lo pagassimo da soli».
          Si profila una corsa ad ostacoli per Berlusconi e Tremonti nei prossimi giorni: mezzo governo si esporrà, da oggi al 25, al giudizio degli operatori stranieri al classico appuntamento di Business International; domani vertice della Casa delle Libertà; mercoledì toccherà alle parti sociali con Cisl e Uil preoccupate per l´attuazione del Patto per l´Italia e la Cgil in posizione assai critica su tutto l´impianto della politica economica del governo; tutte e tre le organizzazioni sono preoccupate per il tasso d´inflazione e i contratti; nello stesso giorno ci sarà l´incontro con le Regioni per le quali la bozza di Finanziaria prevede pesanti interventi in materia di sanità e contenimento della spesa. In settimana è anche prevista la presentazione ufficiale della Finanziaria al Quirinale.
          Il quadro macroeconomico è sotto gli occhi di tutti: la crescita per il prossimo anno sarà del 2,3% e il governo ha comunque confermato che intende ridurre il deficit allo 0,8% del pil; per raggiungere questo obiettivo, a detta del governo, c´è un intervento da 22 miliardi di euro. Sul tavolo per ora ci sono tagli al pubblico impiego, scuola e sanità. Mentre ancora solo annunciate le operazioni di vendita e cartolarizzazione mediante le nuove società Patrimonio e Infrastrutture, oltre al condono fiscale e alle privatizzazioni che, con la riunione di oggi del comitato ad hoc, dovrebbero riprendere fiato. Sul piano politico i malumori emergono ormai dalle file della maggioranza. Casini ha chiesto di mettere da parte l´ottimismo di maniera mentre Antonio Marzano ieri ha riconosciuto che c´è «un problema di finanza pubblica di dimensioni maggiori di quelle previste» e ha detto che il governo «si sforzerà di evitare provvedimenti che ingessino le potenzialità di ripresa». Determinate le opposizioni: Castagnetti ha chiesto a Berlusconi di riferire in Parlamento sui conti pubblici e ha detto che la «stangata che si profila è colpa della incapacità del governo». Per Bordon della Margherita «si è messo il paese in mano ad incapaci e Tremonti è un ministro-croupier». Arturo Parisi ha invece osservato che «il premier non può chiedere aiuto se fino ad oggi ha pensato soltanto a sistemare le sue questioni personali».