Timori sull’economia, italiani più pessimisti (R.Mannheimer)

07/06/2005
    martedì 7 giugno 2005

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    Timori sull’economia, italiani più pessimisti
    La preoccupazione è condivisa dalla maggioranza degli elettori di entrambi i Poli. Le paure principali sono legate alla disoccupazione

    Renato Mannheimer

      L’economia italiana va male. Lo mostrano i principali indicatori, a livello nazionale ed europeo. Lo hanno sottolineano numerosi economisti. Ma, soprattutto, l’andamento negativo è rilevato in misura sempre più intensa dai semplici cittadini. Che, pur non essendo esperti della materia, sperimentano personalmente le difficoltà del momento. Gli ultimi dati dell’indice sulla fiducia dei consumatori, calcolato mensilmente dall’ISAE, mostrano come le opinioni sulla situazione economica del Paese abbiano raggiunto il minimo degli ultimi odici mesi.

        Il peggioramento è dovuto in primo luogo alle attese sulla disoccupazione. Una domanda specifica ( rivolta da ISPO a un campione di oltre 4000 cittadini) mostra come oltre un terzo degli italiani ritenga che il nostro sistema previdenziale e sociale peggiorerà ulteriormente nei prossimi mesi. A costoro va aggiunto quel 24% secondo cui la situazione « rimarrà negativa come ora » . Ma la visione pessimistica si estende all’intero clima politico sociale, anch’esso giudicato negativamente dalla maggioranza assoluta della popolazione.

        Com’era ragionevole aspettarsi, il pessimismo è più pronunciato tra gli elettori del centrosinistra. Ma anche la maggioranza dei votanti per la Cdl esprime un giudizio critico. In particolare, il 48% degli elettori del centrodestra ( e il 72% dei votanti per l’opposizione) prevede un peggioramento dell’attuale stato del welfare. E il 55% ( a fronte del 67% tra gli elettori del centrosinistra) valuta negativamente le prospettive generali del clima politico sociale.

          Il pessimismo è stato certamente sollecitato anche dalle difficoltà attraversate dall’Ue e dalle polemiche sull’Euro. Non a caso, negli ultimi mesi è diminuita la fiducia espressa verso entrambi.

          Nell’ambito di un quadro così negativo, c’è un dato in netta e significativa controtendenza. Si tratta delle opinioni sulle prospettive della PROPRIA condizione economica. L’indice ISAE rileva al riguardo una crescita già dal mese scorso. Nel sondaggio ISPO, la maggioranza degli intervistati giudica comunque « positiva » la propria situazione. E quanti prevedono un miglioramento sono assai più di quanti ipotizzano un peggioramento.

            La compresenza del pessimismo nei confronti dell’evoluzione della società e dell’ottimismo su quella personale dipende da una molteplicità di fattori. Uno risiede senza dubbio nella filosofia del « tanto io me la cavo » . In altre parole, molti ritengono di avere, malgrado il contesto sfavorevole, le capacità per potere, in un modo o nell’altro, superare il momento difficile. Significativamente, l’affermazione « a differenza degli altri che vanno male, io posso farcela » proviene in misura più frequente da quanti hanno una piccola attività imprenditoriale.

            E’ il consueto individualismo all’italiana. Che ha dato tuttavia, ancora in un recente passato, un contributo notevole allo sviluppo economico del paese. E che, forse, rimarrà l’unico strumento per « cavarcela » anche questa volta.