Tiene la voglia di fare vacanze

11/12/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
293, pag. 14 del 11/12/2002
Andrea G. Lovelock


Dati dell’indagine Cirm-Federalberghi. Bernabò Bocca: ma i segnali di ripresa sono deboli.

Tiene la voglia di fare vacanze

Conferma per la montagna, forte crescita delle città d’arte

Un periodo festivo all’insegna di una sostanziale tenuta, con un incremento di spesa e una crescita nei pernottamenti nelle località marine e soprattutto nelle città d’arte: questa, in estrema sintesi, l’analisi previsionale illustrata dal presidente di Confturismo-Federalberghi, Bernabò Bocca, per delineare l’andamento delle festività natalizie.

L’indagine, condotta dal Cirm, ha certificato una previsione di oltre 7,1 milioni di italiani in viaggio o soggiorno per le festività e una spesa di circa 3,5 miliardi di euro, leggermente superiore al dato dello scorso anno, uno share di oltre il 40% per la montagna, del 30% (nel 2001 era del 17%) dei soggiorni nelle località marine e un 23% di pernottamenti nelle città d’arte, a fronte di un dato 2001 del 7%.

´Si tratta di una sostanziale tenuta del prodotto Natale-Capodanno, con una ripresa nei consumi turistici, che però non deve essere confusa con una crescita, perché ci siamo mantenuti ai livelli dello scorso anno, comunque molto deludente, perché si trattava del primo periodo turistico post 11 settembre’.

Tra i dati più confortanti, Bocca ha indicato ´la forte ripresa di frequentazione delle città d’arte, comprese quelle minori e questo soprattutto perché si son creati eventi e mostre che hanno indotto molti italiani a visitare luoghi insoliti, oppure a ritornare nelle grandi città storiche del nostro paese. L’indicazione conferma la validità della formula degli eventi d’arte: laddove si ospita una mostra, si crea un appuntamento artistico-culturale, il turista italiano sceglie e torna in queste destinazioni. Esempi eclatanti sono Venezia, con la mostra sui Faraoni, che ha registrato il tutto esaurito per i prossimi 15 giorni, e ancora Mantova con la mostra sui Gonzaga e Treviso con l’esposizione di opere degli Espressionisti. Per il resto, le indicazioni dell’indagine Cirm-Federalberghi confermano la leadership della montagna e quindi del prodotto neve, con una forte crescita del segmento weekend, che passeranno da una quota-mercato del 7 al 18%. Così come, nelle modalità di soggiorno, si consolida la scelta degli alberghi, preferiti dal 40% dei consumatori di Natale-Capodanno (lo scorso anno si era al 27%) rispetto a quella di residenze extra-alberghiere o private.

Circa infine le opzioni relative alle modalità di prenotazione, oltre il 21% prenoterà tramite amici, il 12% tramite agenzie di viaggi, l’8% contattando direttamente l’albergatore e il 6% utilizzando Internet. Su quest’ultimo dato, la doverosa annotazione di Federalberghi: lo scorso anno gli user di Internet per prenotazioni alberghiere erano al 4%: c’è stata quindi una forte crescita, in termini percentuali, dell’utilizzo della prenotazione on-line.

´A ben vedere’, ha commentato Bocca, ´gli albergatori potranno salvare la stagione delle festività natalizie, uscendo da soli, per l’ennesima volta, da una crisi turistica che ha colpito il mondo intero. È certo però che rimangono aree di sofferenza, come la defezione di importanti bacini di traffico estero (tra cui Usa e Germania) dovuta a una crisi economica molto diffusa e la tendenza a ridurre le permanenze nei soggiorni, solo in parte compensata dalla forte richiesta di fine settimana a prezzi accessibili’.

A proposito di tariffe, Bocca è stato molto esplicito: ´Ritengo che sia del tutto strumentale polemizzare come ogni anno sui rialzi tariffari: i nostri prezzi sono fissati e denunciati, per legge, una volta all’anno e solitamente vengono espressi i valori massimi, ovvero la tariffa oltre la quale non si può andare, ed è ovvio che nei periodi di medio-bassa stagione vengono proposte tariffe ben inferiori al prezzo dichiarato. Da qui posso affermare con serenità che nella corsa al rialzo di certi prezzi gli albergatori non possono essere chiamati in causa poiché le tariffe di quest’anno sono state prefissate nel settembre del 2001′.

In merito poi alla cronica questione sulla classificazione alberghiera in Italia, Bocca ha ammesso la sua insofferenza e ha tagliato corto: ´Proporrei di abolire del tutto la classificazione a stelle, sia perché gli operatori esteri valutano le nostre strutture secondo i loro parametri e pertanto non tengono conto della nostra classifica sia perché si registra come al solito una estrema diversificazione da regione a regione. E devo dire che, in questo caso, se si dovesse applicare il federalismo nei parametri dell’ospitalità italiana, si imboccherebbe una strada assai pericolosa’.