Ticket, si muove il Governo

24/06/2005
    venerdì 24 giugno 2005

      ECONOMIA ITALIANA – pagina 21

        Dopo il boicottaggio degli esercenti

        Ticket, si muove il Governo

          VINCENZO CHIERCHIA

          MILANO • Il Governo interverrà « per regolamentare il settore, bisogna porre uno stop alle speculazioni sui buoni pasto » . Dopo alcuni giorni di protesta di esercenti e negozianti che hanno boicottato i ticket (a causa di commissioni al 12%), usati da 2,5 milioni di lavoratori, in molte città italiane, il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, con una lettera al presidente di Confcommercio, Sergio Billè, ha preso ufficialmente posizione in favore di una regolamentazione, facendo così venire meno di fatto i motivi della protesta.

          «Vi è certamente un’asimmetria — specifica Siniscalco — nei rapporti contrattuali fra le grandi società emettitrici di buoni pasto e i piccoli esercenti molto spesso obbligati ad accettare una commissione elevata nell’impossibilità di addivenire a una effettiva negoziazione concorrenziale » . « L’intervento che stiamo considerando — prosegue — mira a tutelare i lavoratori garantendo il riconoscimento del valore del buono ed evitando fenomeni di decurtazione reale o, che è molto peggio, di abbassamento della qualità dei beni acquistati » .
          « Questa asimmetria — specifica Siniscalco — si riverbera non soltanto sulla determinazione delle commissioni, ma anche sui tempi di pagamento da parte delle stesse società nei confronti degli esercenti. Bisogna stabilire tempi precisi di pagamento da parte delle compagnie emittenti » .

          Soddisfatto Sergio Billè, presidente Confcommercio, l’organizzazione di cui fa parte la federazione dei pubblici esercizi, la Fipe ( che associa anche le aziende che emettono i buoni pasto), capofila della protesta anti ticket. Secondo Billè « si sta andando nella giusta direzione, ci sia avvia ad una soluzione del problema » . « Devo dare atto al Governo della sollecitudine dimostrata » , dice Mario Resca, presidente di Confimprese e di McDonald’s Italia, catena apripista nello stop ai ticket. « L’intervento annunciato dal ministro Siniscalco — aggiunge — coglie nel segno ed è mirato a tutelare i consumatori, a impedire la decurtazione reale del valore dei ticket e l’abbassamento della qualità dei beni. A questo punto ritengo che aziende come Autogrill, Cremonini e Finifast soprassiederanno dal rifiutare i buoni pasto in attesa di verificare l’approvazione dell’emendamento Crosetto al disegno di legge sulla competitività annunciato per la prossima settimana » . Confimprese e McDonald’s ( che ha disdettato gli accordi per i ticket e continuerà a non accettare i buoni) sono poi schierate per l’avvio di un tavolo che riunisca tutta la filiera e affronti i nodi dei ticket. « Possibile anche il lancio — dice Resca — di un nuovo sistema di ticket, stavolta sano e efficiente, che veda protagoniste le principali catene di ristorazione » .

            Intanto, la società Qui! ticket service ( fondata nel 1989 a Genova dalla famiglia Fogliani e da Vittorio Brambilla di Civesio) rilancia sui buoni pasto elettronici. « Ci sono già diverse esperienze in Italia molto positive come Genova e Venezia — dice l’ad Luigi Ferretto —. Le carte a microchip offrono molte opportutità di servizi. Oltre al pasto si possono utilizzare anche come borsellino elettronico, ad esempio, oppure come carte fedeltà. Le commissioni vengono abbattute intorno al 5% mentre con i buoni pasto tradizionali si riscontrano punte anche oltre l’ 11 12 per cento. Con il chip verrebbero eliminate tutte le cause di possibili attriti »