“Ticket” «Pronti a perdere il 40% d’incasso»

16/06/2005
    giovedì 16 giugno 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 16

      Il piccolo negoziante / Mauro Rosada ( Torino)

        «Pronti a perdere il 40% d’incasso»

        A.GR.

        TORINO • « La situazione è già molto difficile, ma da lunedì si aggraverà ancora. La mia gastronomia rischia di perdere il 30 40% del giro d’affari, ma non accetteremo più i buoni pasto. E per altri esercizi il calo degli incassi sarà anche superiore. I bar vicini agli uffici pubblici rischiano flessioni dell’ 80% » . Eppure Mauro Rosada, titolare dell’omonima gastronomia nel centro di Torino, è convinto che la partecipazione alla protesta contro i ticket sarà elevata. Anche perché — come ricorda il vicepresidente dell’Ascom, Carlo Nebiolo— maggiori saranno le adesioni e minore sarà la riduzione degli incassi, poiché la spesa va fatta comunque.

        Due i filoni della protesta. Il primo riguarda il livello delle commissioni imposte dalle società emettitrici dei buoni pasto.

        « Nel nostro settore siamo intorno al 10% — aggiunge Rosada — ma in alcuni casi si raggiunge il 12% » . E Nebiolo avverte che uno dei maggiori gruppi del settore, dopo aver portato la commissione dal 5 al 7%, ha annunciato che a settembre salirà al 10%.

        Mentre i tempi di pagamento, assicura Rosada, continuano a dilatarsi:
        «Dai 60 giorni, quando va bene, si è ormai passati ad alcuni mesi poiché ogni minimo errore viene utilizzato per ritardare il pagamento. Mentre noi dobbiamo sopportare i rischi di ticket scaduti e persino di quelli falsi». La seconda ragione della protesta riguarda invece la mancata regolamentazione dei buoni pasto.

        «In teoria — sostiene Rosada — erano nati come servizio sostitutivo della mensa aziendale, ma ora sono diventati moneta corrente per acquistare di tutto nei supermercati, dai detersivi all’abbigliamento. Per questo appoggiamo la proposta del Comune di Torino di utilizzare un ticket elettronico che eviti utilizzi impropri dei buoni pasto e indichi, automaticamente, giorno e ora del pagamento».

          D’altronde molte altre alternative non ci sono. Secondo Nebiolo, infatti, si rischia solo di provocare un aumento dei prezzi — con relativo incremento dell’inflazione — per fronteggiare l’incremento delle commissioni, oppure di ridurre la qualità soprattutto per quanto riguarda i pasti pagati con i ticket nei bar, nelle pizzerie e nei ristoranti.