TheNewOrder, la contrattazione ai tempi del Jobs Act

25/02/2015

Un confronto frizzante e schietto sulla contrattazione #JobsAct, la riforma del mercato del lavoro del governo Renzi che poco piace alla Cgil. 

La Filcams ha organizzato un’iniziativa per affrontare il tema della contrattazione, alla luce delle modifiche intervenute sull’art 18, e sulle tipologie contrattuali, che avranno un impatto negativo anche nei settori del terziario, turismo e servizi. Il dibattito, gestito da Giorgio Pogliotti giornalista de il sole 24 ore, ha visto la partecipazione di Andrea Ciarini, sociologo, Michele Raitano, economista, Luigi Mariucci, giuslavorista, Filippo Taddei responsabile economico del Pd e Susanna Camusso, segretario generale della Cgil.

Critiche le posizioni nei confronti delle riforme del governo. Secondo Andrea Ciarini, con il contratto a tutele crescenti si dà ampia facoltà di licenziamento e contestualmente non c’è’ alcun investimento e certezza sulle politiche attive per supportare l’occupazione; mentre Luigi Mariucci ha affermato che “l’unica innovazione è l’abolizione dei contratti di collaborazione, e dopo un primo effetto “doping” tutto tornerà come prima: non abbiamo disboscato affatto le forme precarie.” Michele Raitano,  ha posto l’accento sulla mancanza di un progetto complessivo di Flexsecurity come avviene in altri paesi, ad esempio la Danimarca, dove sono state investite ingentissime risorse.  Tra le contraddizioni evidenti, quella di non vedere da parte del governo impegni sulle politiche di sviluppo, a partire dai settori del terziario e dei servizi,  come reale investimento su cui far ripartire l’occupazione.

Filippio Taddei ha spiegato le motivazioni che hanno guidato alcune scelte del Governo,  tra cui la ricerca di stabilità nel mondo del lavoro. Ecco perché l’abolizione delle collaborazioni e dei contratti di associazione in partecipazione e la nuova forma di sostegno alla disoccupazione.
Ma la maggiore contestazione avanzata è proprio che gli interventi previsti non ridurranno la precarietà.

Susanna Camusso ha posto l’accento sul vanto governativo che promette l’aumento dell’occupazione derivante dai contratti a tutele crescenti che definisce lavoratori a monetizzazione crescente:” la gran parte di queste assunzioni rischiano di essere sostituzioni di vecchi contratti e non nuova occupazione: saranno persone che prima avevano tutele che passeranno a una condizione di minore tutela”.
Collaborazioni ed appalti sono temi critici per Cgil e in particolare per la Filcams. Con il cambio degli appalti infatti, i contratti diventeranno a tutele crescenti: questi non possono essere considerate di certo come nuove assunzioni  poichè quelle lavoratrici e quei lavoratori oggi hanno già norme e tutele per la continuità’ del rapporto di lavoro ma proprio  l’introduzione dell’art 7 dei Decreti Attuativi del Jobs Act  interviene a peggiorare queste  condizioni.

Nel pomeriggio il confronto con i giovani studenti e le associazioni di professionisti, che a gran voce hanno posto la necessità di riconoscere la dignità e qualità delle varie forma di lavoro, senza aggettivi. In questo dialogo tra Cgil e associazioni, che ha visto la giornalista del La7,  Myrta Merlino come moderatrice, è tornato centrale il Jobs Act  e gli altri provvedimenti  del Governo come la necessità di una diversa modalità di costruire tutele e opportunità per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

Ma è proprio nell’idea del nuovo statuto dei lavoratori che la Cgil vuole parlare di contrattazione inclusiva, senza un’unica ricetta, ma per determinare una “quota di diritti universale” che garantisca un rapporto equilibrato con il lavoro, senza alcun ricatto.