“TheBombs” Imessaggi su carta battono Echelon

08/07/2005
    venerdì 8 luglio 2005

    PRIMO PIANO – pagina 6

    E i messaggi su carta
    battono il grande orecchio di Echelon

    PAOLO CONTI

    L’intelligence britannica può contare sul sistema di intercettazione più evoluto d’Europa. Satelliti spia, attrezzature sofisticatissime in dotazione a Scotland Yard, per non parlare delle tecnologie americane, che sbarcano su terra inglese molto prima che negli altri Paesi europei. E allora com’è possibile che questa poderosa organizzazione abbia fallito?

    Secondo Andrea Nativi, il direttore della «Rivista Italiana Difesa», la risposta sta in un semplice concetto: regressione tecnologica da parte dei terroristi. «L’Occidente dispone ormai di strumenti di intercettazione molto efficaci — spiega Nativi —. Ciò che conosciamo, come il sistema Echelon 2 che spia le conversazioni globali su Internet e telefoni, è ormai vecchio se paragonato ai dispositivi di nuova generazione che i servizi britannici usano già. Ma anche il terrorismo internazionale si è evoluto e mentre noi progettavamo strumenti sempre più sofisticati, loro hanno cominciato a comunicare con mezzi alternativi, più rudimentali, che però mettono di fatto fuori gioco la nostra tecnologia». Insomma: nessuno è in grado di intercettare ciò che non viene detto. E le spie telefoniche non servono quando i telefoni non vengono usati.

    Per anni, la filosofia dei servizi anglosassoni si è concentrata su quella che gli addetti ai lavori chiamano la signal intelligence, ovvero la comprensione delle attività terroristiche basata sull’analisi dei segnali radio, delle comunicazioni telefoniche, del posizionamento satellitare. Soprattutto dopo gli attentati dell’ 11 settembre, americani e britannici hanno speso una quantità ingente di risorse per perfezionare questi impianti, ma oggi sono in molti a suggerire che questi sistemi non siano adatti a contrastare da soli un terrorismo internazionale che si è rapidamente adeguato alla situazione. «Ciò di cui abbiamo bisogno adesso — spiega Andrea Nativi — è un ritorno alla human intelligence, all’attività basata sulla presenza umana sul territorio, sull’infiltrazione di informatori e agenti in carne e ossa nelle fila delle organizzazioni terroristiche».

      Eppure i sistemi di intercettazione globale funzionano, almeno nella maggior parte dei casi. Negli ultimi anni Scotland Yard ha sventato più di dieci attentati, e in svariate occasioni le intercettazioni e la tecnologia informatica hanno giocato un ruolo chiave. Anni di lotta con le frange terroristiche dell’Ira hanno formato l’attuale generazione di investigatori e dall’ 11 settembre in poi Scotland Yard sa bene che la Gran Bretagna è nel mirino del terrorismo internazionale.

      I sistemi elettronici sono stati anche alla base di operazioni che hanno condotto in passato alla cattura di esponenti di spicco del terrorismo internazionale, dal leader della guerriglia cecena Dzhokhar Dudaev al membro di spicco di Hamas Yahya Ayyash. In Italia, nel 2003 alcuni componenti delle nuove Brigate Rosse sono stati incastrati grazie alle tracce lasciate dai loro telefonini.

      Oggi, di fatto, qualunque segnale digitale è intercettabile.
      All’inizio del 2005 alla Procura di Campobasso è stato attivato il sistema Enigma, basato su un supercomputer di Telecom Italia, che rappresenta una delle punte più avanzate in Europa in materia di intercettazioni telefoniche. Una sorta di grande orecchio tecnologico che è capace di intercettare ogni tipo di comunicazione, dalle telefonate agli Sms, fino ai nuovi messaggini multimediali Mms (Multimedia messaging service) e alle e mail che viaggiano su Internet.

        Ma nemmeno la tecnologia più sofisticata può sconfiggere un terrorismo che sussurra obiettivi agli angoli delle strade, che scrive piani d’attacco su pezzetti di carta, che costruisce bombe nel buio di una cantina.