Tg tra Sars e Sciiti

24/04/2003

ItaliaOggi (Media e Pubblicità)
Numero
097, pag. 22 del 24/4/2003
di Guido Barlozzetti


Il diario della (tele) guerra.

Tg tra Sars e Sciiti

Testa a testa fra Sciiti e polmonite atipica nei titoli di testa dei telegiornali e nelle aperture dei quotidiani. I due racconti sono molto diversi. Anzitutto, sul piano emotivo. Da una parte, conquistano il palcoscenico dell’Iraq la preghiera e l’entusiasmo collettivo di milioni di fedeli del nipote di Maometto. Dall’altra, cresce la preoccupazione strisciante di milioni di spettatori occidentali. Lì, a Kerbala, l’euforia dell’osservato si accompagna al distacco dell’osservatore, qui, l’indecifrabile identikit del (virus) killer del protagonista alimenta la paura davanti al televisore. La guerra sembra ormai archiviata e si guarda con distante curiosità il grande pellegrinaggio. Difficile dire se il calore delle folle che si genuflettono e si flagellano renderà nuovamente incandescente la temperatura irachena e se accenderà altre masse della galassia islamica. A fare da pompiere l’imperturbabile neogovernatore americano Jay Garner che, cominciando dal clima ben più temperato del Nord curdo, sta cercando di mettere insieme con la pazienza del mediatore ma anche con la calma del vincitore i pezzi del mosaico. In ogni caso, agli inviati è consentito quello che gli americani si guardano bene dal fare. Volano, infatti, alti gli elicotteri sulla Città Santa, mentre invece gli inviati continuano a visitare il magma della cerimonia. Nella ininterrotta processione umana ogni reporter pesca quello che può e le testimonianze, a seconda del mix delle battute raccolte, finiscono per produrre interpretazioni differenti sul grado di ostilità del pianeta Sciita nei confronti dell’occupante americano (degli inglesi nessuno si ricorda). A una inviata ´embedded’ del Tg1, capita di assistere a bordo di una Jeep al muto fronteggiarsi tra un convoglio di marines che ha sbagliato strada e il fiume di pellegrini che sciama verso Kerbala. Più o meno tutti i giornalisti concludono con una previsione infallibile sull’avvenire visto dal potenziale vulcano: ”Nessuno sa cosa potrà accadere”. Intanto, un altro fronte si riapre al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite. Il super-ispettore Blix va giù pesante con gli anglo-americani, ma ci pensa l’ambasciatore Usa a chiudere qualunque spiraglio.