Tfr: tutti all’attacco della Covip

07/03/2006
    marted� 7 marzo 2006

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      Tfr, tutti all’attacco della Covip

        Il braccio di ferro in corso rischia di azzoppare la riforma della previdenza complementare. Isvap, Consob e Abi contestano le competenze esclusive

          di Luca Saitta

            Rischia di fallire a meno di due anni dalla nascita la riforma del Tfr. A causa di un pesante e sotterraneo conflitto istituzionale in corso tra Covip, Isvap, Consob e Abi. Con i ringraziamenti delle societ� di assicurazione, le principali avversarie del riassetto del secondo pilastro voluto dal ministro del welfare, Roberto Maroni, che da questo corto circuito potrebbero guadagnare spazi di manovra preziosi a favore dei propri interessi di lobby. Primo fra tutti la possibilit� di vedere concessa quella famosa portabilit� del contributo del datore di lavoro al tfr, a oggi opportunit� di esclusiva spettanza dei fondi chiusi, su cui l’Ania (forte anche del sostegno di ampie parti del governo) ha animato un confronto durissimo col Maroni, nel corso della scorsa estate.

              Alla base dello scontro tra i vari organismi, infatti, � l’opposizione, portata avanti da pi� direzioni, nei confronti di Covip quale unica authority del settore. Un’opposizione che non sembra manifestarsi a caso, visto che mancano ormai poche settimane alla diffusione da parte della commissione di vigilanza dei regolamenti attuativi della legge 262/2005 sulla disciplina delle forme pensionistiche complementari.

                Isvap, Consob e Abi, infatti, dopo mesi di tentennamenti e borbottii a denti stretti, sono adesso apertamente scesi sul piede di guerra. Entrando nel merito degli scontri, l’Isvap ha espresso al governo la propria contrariet� non solo al fatto che la Covip abbia competenze esclusive sulle polizze assicurative ma che possa anche controllare i fondi gestiti dalle assicurazioni, nonch� quelli compartecipati.

                  Sul fronte Consob, invece, una lettera del presidente Lamberto Cardia ha contestato alla Covip il trasferimento delle deleghe sulla trasparenza del mercato, ritenute in contrasto con quanto affermato dalla recente legge sul risparmio.

                    Infine, l’Abi non � favorevole al passaggio immediato alla Covip delle competenze sui 151 fondi pensione a bilancio degli istituti di credito. Tale passaggio, sostiene l’associazione (malgrado il parere pi� possibilista di Bankitalia), deve essere solo a partire dal 1� gennaio 2008.

                      Dunque, contro la Covip pare in corso una lotta senza quartiere e a nulla sembra valere la recente denuncia del presidente, Luigi Scimia, riguardo l’assordante silenzio delle istituzioni che, alla luce di questo contrasto, appare adesso come la richiesta di un intervento risolutore da parte di palazzo Chigi. Il governo, invece, al momento non sta prendendo alcuna posizione. Un mutismo che lascia supporre la presenza di non poche frizioni su questa materia anche a palazzo Chigi.

                        La delibera interministeriale che dovrebbe anticipare la presentazione dei regolamenti Covip, infatti, pur predisposta e firmata dal ministro del welfare, Roberto Maroni, si trova da tempo sulla scrivania del collega dell’economia, Giulio Tremonti, in attesa del via libera ufficiale. Viale XX Settembre, per�, ancora non si decide a concedere il suo placet, lasciando la Covip nella situazione delicata di potere provvedere comunque, ad aprile, nel rispetto di quanto sancito per legge, alla diffusione dei provvedimenti. Un atto che porterebbe alla luce del sole questo pesante stato di empasse.

                          In tutta questa faccenda a trarne i maggiori benefici saranno soltanto le assicurazioni dell’Ania, il �nemico numero uno’ di Maroni in fase di predisposizione della riforma. Rispetto, infatti, ad essere costretti a muoversi in un unico campo di gioco, sottoposte a regole comuni e sotto un arbitro, la Covip, che disciplina ed equipara tutti i �giocatori’, un corto circuito del genere potrebbe permettere loro di conservare spazi di autonomia preziosi rispetto agli altri strumenti previdenziali. (riproduzione riservata)