Tfr, settimana di audizioni

18/10/2005
    martedì 18 ottobre 2005

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      Tra oggi e domani le parti sociali alle commissioni lavoro di camera e senato

        Tfr, settimana di audizioni

        Maroni: non capisco comportamento assicurazioni

          di Luca Saitta

          Una settimana di audizioni al parlamento per vedere se la riforma del tfr andrà a picco o riuscirà ad arrivare al 5 novembre, giorno della scadenza della proroga alla legge delega. Tra oggi e domani, infatti, tutte le parti sociali si presenteranno alle commissioni lavoro di camera e senato per una seconda tornata di audizioni, i passaggi preliminari alla nuova espressione del parere, entro la fine del mese, da parte di Montecitorio e palazzo Madama sul decreto legislativo sul rilancio del secondo pilastro.

          Gli schieramenti sono netti. Da una parte, i 23 firmatari dell’avviso comune (confederali e associazioni d’impresa) stretti in un ritrovato patto d’alleanza col ministro del welfare, Roberto Maroni. Dall’altra, il fronte delle assicurazioni rappresentato dall’Ania, solitario ma capace di farsi ascoltare dal governo, come dimostra il rinvio del provvedimento deciso dal cdm lo scorso 4 ottobre. L’esito di questo braccio di ferro è tutt’altro che scontato e i timori che la riforma affondi sono forti. Questa sera, alle 20,30, cominciano i sindacati, seguiti da Cna, Confcommercio, Confesercenti, Cida, Confcooperative e Legacoop. Domani alle 13 sarà il turno dell’Ania, seguita da Confindustria, Abi, Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Confedilizia e Assogestioni. Ognuno dei due schieramenti minaccia pesanti ritorsioni in caso di sconfitta. Sindacati e Cobas considerano la previdenza complementare uno dei motivi principali dello sciopero nazionale del 25 novembre, in caso di stravolgimento dei contenuti del secondo dlgs, quello che ha accolto buona parte delle rivendicazioni espresse dall’avviso comune. L’Ania, invece, ha già pronto il ricorso alla Corte costituzionale se non si ritornerà alla prima bozza del documento, che vedeva un ruolo meno predominante della contrattazione collettiva e non vincolava il contributo al tfr del datore di lavoro ai soli fondi contrattuali.

            ´Ci sono cose di questo paese che non riesco a capire: il comportamento delle compagnie di assicurazione sulla riforma del tfr e il perché l’Inter non riesce a vincere lo scudetto’, ha ironizzato ieri il ministro del welfare a margine del forum dei giovani imprenditori di Confcommercio, a Palermo. ´Sull’Inter ho una risposta: Moratti è andato a votare alle primarie del centro-sinistra. Sull’altra dico che la resistenza delle assicurazioni non impedirà che la riforma entri in vigore il 1° gennaio. Il paradosso è che a essere danneggiati saranno i fondi nuovi delle compagnie, che otterranno in ritardo l’approvazione della Covip’.

            A rassicurare Maroni, intenzionato a uscire dal governo se la bozza dell’avviso comune dovesse affondare, il viceministro dell’economia, Antonio Baldassarri, che pure non ha escluso la possibilità di ritocchi al dlgs. ´Mi auguro che questa faccenda si chiuda al più presto’, ha affermato l’esponente di An. ´Prima partono i fondi pensione, meglio è per lavoratori e imprese. Eventuali modifiche al decreto sono da valutare: l’impalcatura è quella, ma è possibile fare aggiunte che migliorino la praticabilità delle misure attuative’. (riproduzione riservata)