Tfr: risultati in ordine sparso

19/09/2007
    mercoledì 19 settembre 2007

    Pagina 33 – Norme e tributi

    Previdenza complementare – Dopo l’avvio della riforma oggi la relazione del presidente Covip

      Tfr, risultati in ordine sparso

        Adesioni verso quota 900mila – Esposizioni in corporate bond

          Marco lo Conte

          MILANO

          Riuscitrà il presidente della Covip Luigi Scimìa a mettere ordine nella galassia di cifre della prevodenza complementare, all’indomani del semestre che ha messo in gioco il Tfr di una dozzina di milioni di lavoratori dipendenti? La relazione, che tradizionalmente fotografa numeri e tendenze del precedente anno solare, era stata spostata a dopo l’estate proprio per fornire indicazioni esaustive riguardanti anche il semestre di silenzio/assenso. Ma ciò avverrà solo in parte. Il dato più atteso che oggi Scimìa comunicherà al mercato riguarda il numero di adesioni ai fondi pensione negoziali, agli aperti e ai piani individuali di previdenza; una cifra che, comprese le adesioni tacite, dovrebbe esser vicina alle 900mila unità: in linea con i sondaggi realizzati all’indomani del 30 giugno scorso ma sopra quanto raccolto dall’inchiesta su «Plus24» a metà luglio: segno di come la macchina normativa e organizzativa abbia incontrato diverse difficoltà. All’appello infatti manca ancora oggi un dato definitivo sulle adesioni dei silenti, ossia di chi si trova iscritto d’ufficio alla previdenza complementare, non avendo comunicato alcuna decisione alla propria azienda tra il primo gennaio e il 30 giugno scorso. Un numero oscillante secondo i sondaggi tra l’8 e il 15%. Diversi i fattori che l’hanno reso sfuggente: innanzitutto le difformità delle norme sul conferimento del Tfr tra i diversi contratti di lavoro: alcuni lo prevedono mensile, altri bimestrale, altri ancora trimestrale, come nei casi dei settore tessile, moda, abbigliamento o metalmeccanico. I fondi di queste categorie riceveranno solo a fine ottobre il Tfr dei "silenti".

          Per arrivare in tempo alla relazione, la Covip ha sollecitato i singoli fondi negoziali (l’ultima volta mercoledì scorso) a raccogliere dalle singole aziende delle stime. Ma questa non pare aver sortito un effetto risolutivo: se è vero che la relazione annuale 2006 (comprensiva del primo semestre 2007) è giunta in tipografia venerdì scorso priva dell’auspicato capitolo sulle adesioni "silenti". E solo nel testo dell’intervento del presidente Scimìa, andato in stampa l’altro ieri sera, sono stati inseriti riferimenti a questi lavoratori.

          Perché la caccia ai Tfr in viaggio verso le forme complementari si è rivelata in molti casi complicata: gli uffici del personale hanno incontrato difficoltà a districarsi tra i nuovi adempimenti del decreto legislativo 252/2005; e quest’ultimo adempimento "fuori sacco" è rimasto, in molti casi, lettera morta. Effetto di questa difficoltà, il fenomeno dei "mancati allineamenti": denaro pervenuto ai fondi ma senza la documentazione per abbinarlo al lavoratore. Un fenomeno che a inizio luglio ha toccato fino al 30% dei conferimenti, per poi ridursi progressivamente. Denaro non investito, dunque, in attesa della fatidica attribuzione. Un dato certo, nel frattempo, è giunto ieri: secondo quanto anticipato da Radiocor, ammonta a 2,8 miliardi di euro il patrimonio di FondInps, che raccoglie il Tfr di chi lavora in aziende con più di 50 dipendenti e ha deciso di non dare il proprio Tfr a forme previdenziali. Secondo fonti tecniche dell’Esecutivo, il dato fa ben sperare per il raggiungimento dell’obiettivo di 5 miliardi per fine anno da destinare a infrastrutture. L’operazione ha avuto il via libera di Eurostat.

          Fa discutere intanto l’effetto provocato dalla turbolenza dei mercati sui fondi. Il presidente di Covip Scimìa, dopo una veloce consultazione ad agosto tra le forme previdenziali, ha accertato l’assenza di titoli sudprime nelle gestioni. Ma i rendimenti di alcune linee sono ugualmente scese: non solo le azionarie, ma anche le monetarie, tradizionalmente conservative e prudenti. La causa? L’esposizione in corporate bond, diventati velocemente illiquidi, tra luglio e agosto, così come diversi altri asset finanziari in questo periodo. E così la linea Monetaria di Fonchim (chimici) è scesa nel bimestre dello 0,46%, ma Monetaria Plus di Cometa (metalmeccanici) dello 0,29 mentre il comparto Monetario di Fopen (gruppo Enel) è sceso dello 0,21%.