“Tfr” Pezzotta: vergognoso il peso dei lobbisti

06/10/2005
    giovedì 6 ottobre 2005

    Pagina 3 – Economia

      le reazioni

        Pezzotta: vergognoso il peso dei lobbisti

          ROMA – Un rinvio «pericoloso», anzi una «vergogna». La decisione di rimandare la riforma del Tfr ha suscitato reazioni molto polemiche nelle parti sociali. Savino Pezzotta leader della Cisl lo considera un episodio «grave ed inaspettato» causato dal «peso eccessivo delle lobbies assicurative. «Del Tfr – ha detto – si era parlato a lungo, forse anche troppo. Adesso milioni di persone sono a rischio di trattamento pensionistico debole se non si farà presto la seconda gamba del sistema previdenziale». Ancor più duro il commento di Adriano Musi, numero due della Uil: «È una vergogna. Se, come pensano alcuni ambienti economico-finanziari, un atto di solidarietà contrattuale diviene una contribuzione obbligatoria, allora, meglio riaprire la discussione sulla previdenza pubblica».

          Ma sindacato a parte la questione è piaciuta poco anche ai commercianti. «Quello di oggi è un rinvio pericoloso – ha detto Sergio Billè, presidente della Confcommerico – speriamo che non ci sia da parte di nessuno la volontà di affossare una riforma così importante per il paese». Più cauto il commento di Luca Cordero di Montezemolo, leader della Confindustria: «Prendiamo atto del rinvio alle Camere del provvedimento sulla riforma della previdenza complementare deciso dal Consiglio dei ministri. La nostra posizione, che ribadisce la centralità della contrattazione collettiva, resta la stessa».

            L´opposizione è convinta che dietro al rinvio ci sia un problema di governo. «Ho visto che il ministro Maroni denuncia pressioni del mondo finanziario e assicurativo – ha detto il presidente dei Ds Massimo D´Alema – il problema non sono le pressioni, ma il fatto che c´è un governo incapace di reagire a queste pressioni». Per Rosy Bindi della Margherita il problema è Berlusconi. «Ancora una volta è emerso nella sua assoluta gravità il conflitto d´interessi che fa capo al presidente del Consiglio – ha detto – su una riforma cruciale come il Tfr, che riguarda i risparmi dei lavoratori e il futuro dei pensionati, si è fatta sentire la pressione delle assicurazioni private».