Tfr: per Maroni e Fini la riforma va approvata subito

14/11/2005
    domenica 13 novembre 2005

      Tfr
      Maroni e Fini: la riforma va approvata subito

        ROMA Per Roberto Maroni, la riforma della previdenza complementare deve partire al più presto, senza nessuna modifica. «Penso che la riforma del tfr passerà così come è. Tutto è migliorabile, ma adesso è il momento di farla partire». Il ministro delle Politiche sociali non nega che la legge possa essere modificata, ma non subito: «Si potranno correggere le eventuali disorsioni ed affettuare delle limature, nei 18 mesi successivi alla sua entrata in vigore». Insomma, il meglio è nemico del bene, è più importante avere una legge magari non perfetta ma funzionante. Ci sarà tempo per «procedere agli aggiustamenti».

        Più o meno sulla stessa linea si colloca il ministro degli Esteri Gianfranco Fini. «Bisogna approvare la riforma del tfr. La riforma delle pensioni senza la riforma del tfr è una riforma monca». Anche il leader di An dunque spinge perché la legge riesca finalmente a vedere la luce, superando le divergenze fra i partiti della maggioranza. Intanto i sindacati contestano il ritardo del governo. Un fatto «macroscopico», lo ha definito il segretario generale della Cisl Savino Pezzotta. «Qui siamo all’assurdo: il tfr è proprietà dei lavoratori ed è depositato presso le imprese. È salario differito, se le organizzazioni che rappresentano i lavoratori e quelle che rappresentano le imprese raggiungono un accordo su come utilizzarlo sarebbe opportuno che si andasse in quella direzione. A meno che, abbiamo il dubbio, ci siano ben altri interessi».

        Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, auspica che la settimana prossima possa essere quella decisiva per la riforma del tfr. «È in corso dice un braccio di ferro nel governo. C’è un conflitto di interessi che condiziona questo confronto. Vedremo quello che succederà». Per il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, «è una telenovela. Speriamo che sia a lieto fine». Se la riforma riuscirà veramente a entrare in vigore, le nuove norme dovrebbero essere operative dal primo gennaio 2006. Partiranno da quella data i sei mesi nei quali i lavoratori potranno decidere se lasciare il tfr in azienda o a quale forma di previdenza complementare trasferirlo. In assenza di dichiarazione da parte del lavoratore, il Tfr sarà destinato al fondo di previdenza negoziale. .