«Tfr, per il 40% di adesioni serve più informazione»

12/02/2007
    sabato 1o febbraio 2007

    Pagina 12 – Economia & Lavoro

    «Tfr, per il 40% di adesioni serve più informazione»

      L’allarme di Covip e Cgil: campagna insufficiente, in queste condizioni è un traguardo impossibile

        Roma
        Finora i lavoratori che hanno scelto di trasferire il Tfr ai fondi pensione sono il 13%. Il governo punta al 40%. Ma per la Covip e per la Cgil sarà un traguardo impossibile se non si informa più e meglio di quanto si stia facendo. Se ne è parlato ieri in un convegno promosso dall’Inca, il patronato della Cgil, dal titolo «Una scelta consapevole», come dovrebbe essere l’investimento di parte della propria liquidazione.

        Ma si rischia di fallire proprio sul fronte della pensione integrativa. «È una campagna insufficiente», ha detto la segretaria confederale della Cgil Morena Piccinini, «non è cioè sufficiente a raggiungere i lavoratori per avere una scelta consapevole in una materia così delicata che sarà decisiva per una vecchiaia serena». Ad individuare nelle piccole e medie imprese l’anello debole della catena è il presidente dell’Inca, Raffaele Minelli. «Il nostro impegno deve essere rivolto al rafforzamento della comunicazione in questo segmento produttivo non raggiunto dalla campagna di comunicazione del governo», che rappresenta il 95% delle imprese. «Tocca a noi informare questi lavoratori». Il piccolo imprenditore, è stato spiegato, che nelle strutture minime è quello che dialoga con i lavoratori è interessato a tenere in azienda il Tfr. «Tocca a noi, utilizzando il canale Inca che copre tutto il territorio nazionale, permettere al lavoratore di fare una scelta consapevole». Gli sportelli del patronato sono quindi aperti.

        Si unisce all’allarme il presidente del comitato di vigilanza sui fondi pensione (Covip), Luigi Scimia. «Sono totalmente insoddisfatto della campagna informativa», ha affermato, e se i lavoratori non saranno bene informati, «sarà impossibile raggiungere l’obiettivo del ministro del Lavoro che si augura che il 40% dei lavoratori opti per un fondo complementare». «Era stato deciso – ha aggiunto Scimia – che il ministero del lavoro e la Covip si occupassero di informare il lavoratore», ma poi «all’improvviso questa prospettiva di procedura informativa è scomparsa, si è deciso di trasferirla a Palazzo Chigi», e adesso, «i lavoratori non sono informati singolarmente».

        Tra molte polemiche e la contrarietà dei sindacati, in base al disegno di legge del governo sul riassetto della Authority la Covip sarà sciolta a partire dal luglio 2008. L’argomento è stato al centro dell’incontro, sempre ieri, tra tutti i componenti dell’organismo e il ministro Damiano, che ha riconosciuto «la centralità» della Covip.

        r. ec.