“Tfr” Per i sindacati sarà un «negoziato difficile

04/07/2005
    sabato 2 luglio 2005

      IN PRIMO PIANO – pagina 3

        Baretta (Cisl): « Torniamo all’avviso comune tra le parti » Lapadula (Cgil): «Limitati i diritti dei lavoratori »

        Per i sindacati sarà un «negoziato difficile

          ROMA • Un confronto «difficile e in salita» . La previsione dei sindacati è unanime: sulla previdenza complementare, Cgil, Cisl e Uil si preparano ad affilare le armi. Il primo round è il prossimo 12 luglio quando — come annunciato dal ministro del Welfare Maroni — partirà il confronto sul decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri. Ma è già botta e risposta tra il Governo e le parti sociali. «Sono critiche fuori luogo» , ha detto ieri Roberto Maroni a chi gli chiedeva delle dure repliche delle confederazioni. Il testo non è ancora arrivato sulle scrivanie dei sindacalisti che lamentano la scarsa capacità di dialogo dell’Esecutivo ma Maroni ha chiarito che « quella di oggi ( ieri, ndr) è l’adozione formale di un testo che consente il confronto nel merito » .

          Insomma, il Consiglio dei ministri ha solo dato il fischio di inizio a una trattativa che proseguirà fino a settembre quando è previsto il via libera definitivo della previdenza complementare e della riforma del Tfr. « Una valutazione compiuta la daremo solo quando conosceremo il testo. Certo — commenta Adriano Musi, numero due della Uil— l’avvio di questo confronto si preannuncia davvero complesso » . Qual è il problema? « La previdenza è un tema troppo importante e delicato per fare le cose in fretta. Eppure, in questo caso, è sorprendente la rapidità del Governo nell’approvazione di un provvedimento così articolato » , spiega Musi che teme « un uovo di Pasqua con sorpresa » .

          Durissima è la Cgil che già nei giorni scorsi aveva puntato il dito contro la scarsa tutela verso i lavoratori. « Con questo decreto — ha spiegato il responsabile economico della Cgil, Beniamino Lapadula — il Governo Berlusconi dà un ulteriore colpo al risparmio degli italiani. Dopo i fatti di Parmalat, Cirio e bond argentini, il Governo non ha provveduto ad approvare una legge sul risparmio all’altezza della situazione e adesso vara un provvedimento sui fondi pensione in cui si manifesta in pieno il conflitto di interessi del presidente del Consiglio che scoraggerà i lavoratori italiani dal trasferire il proprio Tfr ai fondi pensione » . Il sindacato di Guglielmo Epifani non solo boccia il conflitto di interessi del premier sulla scelta tra assicurazioni e fondi, ma anche alcuni meccanismi del decreto. «Vengono limitati i diritti dei lavoratori e, nel metodo, c’è la scorrettezza dell’Esecutivo, che non ha mai inviato il testo alle parti sociali» .

          Non meno pessimista è la Cisl che prevede un «confronto difficile e in salita» . I sindacalisti parlano al buio, sulla base delle cose lette ma non avendo sotto gli occhi il testo. « In base alle informazioni che ho— puntualizza Pierpaolo Baretta, segretario confederale Cisl — ritengo che debbano essere fatte modifiche importanti. Il nostro punto di riferimento è il testo dell’avviso comune tra le parti sociali. Trovo anche che il Governo abbia lasciato tempi assai stretti per un negoziato serio e approfondito come merita il tema della previdenza complementare » .

            Anche l’Ugl, sindacato vicino ad Alleanza nazionale, detta le sue condizioni che sono più o meno identiche a quelle delle tre confederazioni. « A questo punto ci aspettiamo che il ministro Maroni trasmetta alle parti sociali lo schema del decreto legislativo perchè possa essere valutato attentamente prima della discussione prevista per il 12 luglio » , ha commentato Renata Polverini, vice segretario generale Ugl, aggiungendo l’augurio « che il documento abbia le indicazioni dell’avviso comune » .