Tfr nei fondi, nessuna mediazione

01/04/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
077, pag. 4 del 1/4/2003
di Teresa Pittelli


Il ministro del welfare ha annunciato ieri la convocazione dei sindacati entro la settimana.

Tfr nei fondi, nessuna mediazione

Maroni avverte: la norma non verrà modificata dalla delega

Disimpegno obbligatorio del trattamento di fine rapporto in favore dei fondi pensione per far decollare le previdenza complementare in Italia. Il ministro del welfare, Roberto Maroni, ieri ha annunciato la convocazione in giornata dei sindacati, per un incontro che avverrà entro giovedì di questa settimana, con l’obiettivo di ridiscutere alcune norme controverse della delega sulla previdenza in discussione al senato, che Maroni spera ´sia approvata entro giugno’. Prima tra tutte, la norma che prevede la devoluzione automatica del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione, contestata da Cgil, Cisl e Uil in un documento unitario, ma sulla quale Maroni detta un altolà prima ancora che si apra il confronto tra governo e parti sociali. ´Bisogna prevedere il conferimento obbligatorio del tfr se si vuole far partire la previdenza complementare o integrativa’, ha sottolineato Maroni, ´altrimenti l’Italia rischia di rimanere l’unico paese in Europa con un sistema previdenziale totalmente pubblico, e non in grado di reggersi finanziariamente nei prossimi decenni’. Una presa di posizione netta, alla vigilia del confronto con le confederazioni sindacali che invece premono perché il trasferimento del tfr ai fondi sia affidato alla libera scelta del lavoratore. E semmai incentivato con agevolazioni fiscali, dirette però solo ai fondi chiusi, cioè negoziali, e non anche a quelli aperti al mercato. Ma se il ministro potrebbe verosimilmente accogliere quest’ultima richiesta, sembra invece chiusa la trattativa sulla prima. Anche in merito all’altra nota dolente della delega, e cioè la decontribuzione fino al 5% sui neoassunti, si profila poi un’aspra battaglia, dal momento che gli industriali non intendono rinunciarvi, mentre i sindacati ne chiedono l’eliminazione in quanto ´destabilizza la previdenza dei giovani’. Non a caso Confindustria ieri ha lanciato un monito al governo attraverso il direttore Stefano Parisi, secondo il quale ´se cambia la logica contenuta nella delega e già concertata con le parti sociali, allora bisogna avviare un nuovo tavolo di confronto’. Parisi e Guidalberto Guidi, vicepresidente di viale dell’Astronomia, hanno inoltre ribadito la necessità ´di misure di compensazione dello sblocco del tfr per le imprese’, e che in ogni caso il nuovo confronto non ´aggiunga nuovi aggravi per le aziende’. In altre parole, gli industriali sono allarmati dell’eventualità che Maroni cancelli o ammorbidisca la norma sulla decontribuzione, che loro considerano la compensazione per la liberazione del tfr, il pilastro sul quale si regge l’equilibrio della delega.

E l’uscita di Maroni, che ha detto di non credere che la Cgil voglia un accordo con il governo, non contribuisce a rasserenare il clima di scontro nel quale i sindacati e gli industriali si preparano ad andare a via Flavia.