Tfr, la riforma ancora in alto mare

20/09/2005
    martedì 20 settembre 2005

      PREVIDENZA

        Tfr, la riforma
        ancora
        in alto mare

          Le parti sociali non danno un giudizio definitivo sul testo del governo di riforma del Tfr, che considerano «incompleto». Le 23 organizzazioni sindacali e imprenditoriali firmatarie dell’avviso comune sul Tfr chiedono al ministero del Welfare indicazioni precise sul funzionamento del fondo di garanzia che dovrà compensare le imprese e sulle risorse necessarie per farlo partire. In sostanza, restano poco chiari proprio i nodi principali: le risorse e le coperture, la contestualità del trasferimento del Tfr ai fondi con la compensazione per le imprese. Da qui l’impossibilità di esprimere un giudizio e la richiesta al ministero di un nuovo incontro.
          Le organizzazioni si sono riunite ieri alla Cisl e, al termine di un incontro durato circa tre ore, hanno fatto sapere che invieranno oggi al ministero un testo contenente le osservazioni e gli arricchimenti alle proposte del governo.

            «Abbiamo puntualizzato al ministro Maroni – spiega il segretario generale aggiunto della Uil, Adriano Musi – che le 23 associazioni vogliono incontrarlo prima dell’approvazione del testo definitivo da parte del Consiglio dei ministri».

              Il punto più controverso è quello sulle compensazioni per le imprese: «Abbiamo convenuto un testo di principi e osservazioni – ha aggiunto Musi – più che un emendamento, per l’incompletezza del testo e per la mancanza del protocollo Abi». In particolare, i sindacati registrano l’impossibilità di giudicare la parte relativa alle compensazioni e alle coperture finanziarie.

                Un giudizio che i sindacati, dunque, si riservano di esprimere non appena sarà disponibile un testo completo della riforma del Tfr. E nella lettera che accompagnerà l’invio delle riflessioni «di principio» a Roberto Maroni, ci sarà anche la richiesta di un incontro prima dell’ok definitivo del Consiglio dei ministri al testo.

                  E nelle osservazioni delle parti sociali soprattutto la richiesta di una contestualità nel varo della riforma del Tfr con il varo di un decreto che stanzi risorse sufficienti a sostenerlo. La palla dunque torna al governo, cui i sindacati chiedono garanzie: «È il governo che deve essere in grado di garantire l’esecutività del provvedimento».