Tfr, la pubblicità è solo una fiction

12/02/2007
    sabato 10 febbraio 2007

    Pagina 4- Economia e Politica

    Ancora nessun bando di gara per l’individuazione delle agenzie. Inutile lo stanziamento di 17 mln.

      Tfr, la pubblicità è solo una fiction

        La campagna informativa partirà a maggio, a giochi quasi fatti

          di Stefano Sansonetti

          Va bene che ci sono in gioco 6 miliardi di trattamento di fine rapporto su cui il governo, tramite l’Inps, vuole mettere le mani. E va anche bene un certa timidezza nel dare il via alla campagna informativa per consentire il decollo della previdenza complementare. Il problema, però, è che a un mese abbondante dalla riforma non è stato ancora speso un centesimo dei 17 milioni di euro che la Finanziaria ha stanziato per la campagna d’informazione. Ma c’è di più: la campagna inizierà soltanto a maggio, quando ormai saranno agli sgoccioli i sei mesi di tempo concessi ai lavoratori per dire a quale fondo pensione vogliono destinare il loro tfr. Trattamento che, se il dipendente di un’azienda con 50 o più dipendenti non sceglierà di destinare, andrà dritto dritto al fondo di tesoreria dell’Inps, e quindi allo stato. Il quale, come vuole la Finanziaria, utilizzerà il gruzzolo per opere infrastrutturali.

          Al ministero del lavoro guidato dal diessino Cesare Damiano, sta di fatto, dei programmi informativi non sembra esserci traccia. Tanto per fare un esempio, non è ancora stato messo a punto il bando di gara che servirebbe a individuare le agenzie pubblicitarie che dovranno organizzare la strategia di lancio. Lo ha confermato ieri a ItaliaOggi Giovanni Pollastrini, consigliere del ministro che sta seguendo un po’ tutta la fase di start-up della riforma anticipata dalla Finanziaria al 1° gennaio del 2007. ´Al momento sono partiti alcuni spot e altri due sono in preparazione per fine febbraio’, ha spiegato Pollastrini, il quale ha ammesso che ´il bando per la scelta delle agenzie pubblicitarie deve ancora uscire. Contiamo di metterlo a punto nelle prossime settimane’. Il consigliere di Damiano, peraltro, ha precisato che non verrà scelta la formula della gara europea per l’individuazione delle società, ´perché altrimenti si finirebbe a ottobre’.

            Certo è che senza agenzie non può esserci campagna. Fatta una stima complessiva dei tempi che saranno necessari, allora, Pollastrini ritiene che le informative verranno concentrate tra aprile e giugno, cioè nell’ultima fase dei sei mesi di scelta a disposizione dei lavoratori. È chiaro che i 6 miliardi di tfr inoptato, destinati a finire all’Inps, non mettono al governo nessuna fretta. È altrettanto chiaro, però, che dei 17 milioni, stanziati dalla Finanziaria per l’attività di informazione dei dipendenti, al ministero del lavoro non esista traccia. Lo ricorda lo stesso consigliere di Damiano, che peraltro precisa che almeno la metà di questa cifra dovrebbe servire per pagare le agenzie (quando verranno identificate) e per comprare gli spazi sui media per il lancio del prodotto che le stesse agenzie avranno confezionato.

              In attesa che il ministero dell’economia faccia arrivare i fondi, la fase di ritardo che sta incidendo sulla strategia pubblicitaria sta diventando sempre più indigesta per i sindacati e e la Covip. I primi interessati alla partita perché gestiscono i fondi di categoria a cui dovrebbe andare prioritariamente il tfr. La seconda in quanto autorità di vigilanza sui fondi pensione che dovrà accompagnare questa prima fase di riforma della previdenza complementare. Anche se poi, come ha stabilito la recente legge di riforma delle Authority, l’organo guidato da Luigi Scimia è destinato a essere soppresso.

                Ieri a definire la campagna ´insufficiente’ è stata Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil. Quello che si sta facendo sinora, ha detto l’esponente sindacale, ´non è sufficiente a raggiungere i lavoratori per avere una scelta consapevole in una materia così delicata come quella della pensione complementare, che sarà decisiva per una vecchiaia serena’.

                  Sulla stessa lunghezza d’onda anche Scimia, protagonista di un incontro con Damiano a seguito del quale il ministro ha ricordato la centralità del ruolo svolto sinora dalla Covip. Il presidente dell’organo, però, si è dichiarato ´totalmente insoddisfatto della campagna informativa che si sta svolgendo sul Tfr. Di più: per Scimia se i lavoratori non saranno bene informati ´sarà impossibile raggiungere l’obiettivo del ministro del lavoro che si augura che il 40% del lavoratori opti per un fondo complementare’. Era stato deciso, ha aggiunto il presidente della commissione, ´che ministero e Covip si sarebbero occupati di informare il lavoratore’. Poi, però ´all’improvviso questa prospettiva di procedura informativa è scomparsa e si è deciso di trasferirla a palazzo Chigi’.

                    Dal dicastero di via Flavia cercano di gettare acqua sul fuoco, ma i ritardi sono innegabili. E probabilmente tradiscono il conflitto d’interesse con cui il governo si trova ad affrontare la riforma della previdenza complementare. (riproduzione riservata)