Tfr: la Covip entra nel mirino

24/10/2005
    sabato 22 ottobre 2005

      Pagina 37 – Economia

      RETROSCENA / Tecnici al lavoro

        Tfr, spunta il compromesso:
        la Covip entra nel mirino

          Il governo vuol diminuire il peso dei sindacati nella Commissione di vigilanza sulla previdenza

            Mentre i cobas sfilano contro la riforma del Tfr (quella palesata dal premier Silvio Berlusconi, non quella del ministro Roberto Maroni, ndr) e la Finanziaria, i tecnici sono al lavoro per trovare una exit strategy. Cioè una soluzione di compromesso tra le richieste avanzate con forza dalla compagnie di assicurazione e la linea dura del "padre" della riforma il leghista Maroni che ha minacciato di boicottare l’ approvazione della legge elettorale se sul Tfr non passa la sua soluzione. In pratica, il punto d’ equilibrio potrebbe essere raggiunto su due fronti. Da una parte verrebbe leggermente corretta la portabilità del Tfr verso i cosiddetti Pip (le polizze individuali) e dall’ altra ci sarebbe una modifica del meccanismo di nomina della Covip la commissione di vigilanza della previdenza complementare) per ridurre l’ influenza dei sindacati. Secondo il testo proposto da Maroni, alla Covip andranno anche le funzioni attualmente in mano all’ Isvap, cioè l’ Autorità di controllo delle assicurazioni.

              Le nomine della Covip sono ora espresse dal ministero del Welfare (di concerto con il Tesoro), e considerate troppo «asimmetriche», cioè squilibrate a favore dei sindacati. I commissari sono quattro: Fabio Ortolani (ex Uil), Eligio Boni (ex Cisl), Bruno Mangiatordi (vicino alla Cgil) e Federica Seganti (vicina alla Lega). Il presidente è Luigi Scimia, tecnico, proveniente dal mondo bancario.

              Dopo la sostanziale bocciatura da parte del governo della proposta Maroni, consumatasi nel consiglio dei ministri del 5 di ottobre e le uscite di Berlusconi a favore delle tesi sostenute dalle assicurazioni, è in atto un ripensamento complessivo. Dal punto di vista politico ci sono stati alcuni fatti nuovi: da un lato sia An che l’ Udc si sono schierate con Maroni, dall’ altro un sondaggio commissionato da Forza Italia dimostra che il 75% degli italiani vede con favore la riforma del Tfr.

                Non ultimo ha pesato un’ intervista di Ennio Doris, il patron insieme a Berlusconi di Mediolanum, che ha lasciato le "impronte digitali" su chi vuole bloccare la riforma. Convincendo molti nel governo che è necessario fugare ogni dubbio sul conflitto d’ interessi.

              Roberto Bagnoli