Tfr, il Welfare ottimista: «Intesa vicina»

12/09/2005
    sabato 10 settembre 2005

    NORME E TRIBUTI – pagina 26

      Tfr, il Welfare ottimista: «Intesa vicina»

      Ma associazioni e sindacati non prendono posizione Lunedì
      proseguono gli incontrI

        MARCO ROGARI

          ROMA • Sulla riforma del Tfr il ministero del Welfare spinge sull’acceleratore. E, con il trascorrere delle ore, mostra sempre più ottimismo sulla possibilità di raggiungere un’intesa con le parti sociali. «Siamo vicini a un accordo » , si è spinto a dire ieri il sottosegretario, Alberto Brambilla, dopo una nuova tornata di incontri con Abi, Confindustria e Confcommercio sulle questioni cruciali delle compensazioni e dell’accesso al credito.

          Ma le parti sociali restano caute. I sindacati annunciano addirittura che al round ufficiale fissato dal ministro Roberto Maroni per lunedì pomeriggio invieranno solo una delegazione tecnica, all’esclusivo scopo di «ritirare» la nuova versione del decreto attuativo. E ribadiscono che chiederanno di avere a disposizione il tempo sufficiente per valutare in modo approfondito il testo.

          Lunedì, insomma, non sarà siglata un’intesa complessiva. Ma il Welfare resta convinto che la strada sia ormai in discesa. Dopo che Maroni giovedì aveva annunciato che erano state trovate le risorse per le compensazioni, ieri Brambilla ha affermato che anche il nodo delle facilitazioni per l’acceso al credito è stato quasi sciolto, grazie a un nuovo meccanismo: se l’azienda «non è in stato precomatoso o fallimentare» matura il diritto alla garanzia del Fondo dello Stato e ci sarà «contestuale accesso al finanziamento» . Il sottosegretario ha aggiunto: «Confindustria è d’accordo, sono contenti» .

          Nessun commento ufficiale dall’Associazione degli industriali, anche se ha fatto sapere che sui capitoli delle compensazioni e dell’accesso al credito ancora « non c’è nulla di risolutivo » . Non è escluso che le delegazioni tecniche del Welfare e degli industriali tornino a incontrarsi lunedì mattina prima del round ufficiale fissato per il pomeriggio. La convocazione è stata inviata ieri da Maroni. E sempre ieri Brambilla ha ripetuto che la nuova versione del decreto attuativo sarà pronta soltanto il giorno dell’incontro con le parti sociali.

            Una tabella di marcia non del tutto gradita ai sindacati, che chiedono di avere a disposizione il tempo necessario per valutare il provvedimento. In altre parole, Cgil, Cisl, Uil e Ugl non esprimeranno il loro giudizio prima che sia trascorso qualche giorno. I sindacati vogliono vedere tradotte nero su bianco le assicurazioni ricevute nei giorni scorsi da Maroni sulla parte " ordinamentale" dell’avviso comune (siglato da 22 organizzazioni sindacali e datoriali), a cominciare da quelle relative alla centralità della contrattazione (e, quindi, dei fondi pensione chiusi) nella devoluzione del Tfr. Ma Cgil, Cisl, Uil e Ugl mostrano, come le altre pari sociali, anche attenzione alla cosiddetta parte economica, ovvero alle risorse disponibili. Di qui la contrarietà a soluzioni pasticciate, considerate possibili, visto il poco tempo rimasto per approvare il nuovo decreto entro il termine fissato per l’esercizio della delega (6 ottobre).