Tfr, il rinvio favorisce le assicurazioni

28/11/2005
    sabato 26 novembre 2005

    Pagina 14 Economia & Lavoro

    Tfr, il rinvio favorisce le assicurazioni

      Le compagnie potrebbero avviare subito le adesioni individuali. Scontro tra Maroni e Cgil

        di Bianca Di Giovanni / Roma

          TRUCCHI – È guerra aperta sul rinvio della riforma del Tfr. Secondo Beniamino Lapadula della Cgil la «mediazione» escogitata da Giulio Tremonti non è che una copertura per avviare subito le adesioni individuali alle polizze assicurative, e rinviare invece il mecca-
          nismo del silenzio/assenso che destina automaticamente le risorse ai fondi negoziali. Il trucco sarebbe contenuto nel testo della delega e secondo Lapadula sarebbe stato confermato da fonti governative. «Se le indiscrezioni dovessero rispondere al vero – conclude l’esponente sindacale – saremmo in presenza di una vera e propria banda di neo-furbetti del quartierino al servizio delle assicurazioni e del conflitto di interessi del premier. Maroni deve dire subito se ne fa parte oppure no: se non c’entra niente, metta sul piatto le proprie dimissioni».

            Parole di fuoco che provocano la reazione immediata del ministro del Welfare. Maroni definisce offensive le dichiarazioni di Lapadula, smentendo la sua ipotesi e minacciando di querelare il sindacalista. Ma Lapadula insiste. Ed è anche la logica a far pendere la bilancia verso la sua interpretazione. Per quale motivo, infatti, le assicurazioni dovrebbero essere così contente del rinvio di due anni di un affare miliardario? Non hanno voglia di «piazzare» subito i loro prodotti? È evidente che puntano a cambiare le parti che non gradiscono del testo (l’Ania propone oggi di migliorare il decreto), o per lo meno ad aggirarle. E proprio le obiezioni di Lapadula glielo consentirebbero.

              Il varo del consiglio dei ministri, infatti, rende immediati i nuovi compiti della Covip (l’autorità di vigilanza sui fondi pensione), che dovrà emenare subito le istruzioni per l’applicazione della delega. In questo passaggio si aggirerebbe il divieto – attualmente in vigore – di trasferire il Tfr a polizze individuali. In sostanza si aprirebbe subito il mercato per i privati, rinviando al 2008 solo il silenzio/assenso. L’ipotesi è talmente esplosiva che il sottosegretario Alberto Brambilla si affretta a smentirla. «Vengono anticipate – spiega – solo alcune norme sul funzionamento della Covip».

              Parola che somigliano più a una conferma che a una smentita. Per l’appunto sono le regole sulla Covip il cavallo di Troia dell’Ania per espugnare il ricco mercato dal presidio dei fondi chiusi. Su questa linea anche l’intervento dell’economista Marcello Messori su www.laVoce.info. Indagando sulle plausibili ragioni del rinvio, il professore esclude sia un’analogia con la riforma dell’età pensionabile, sia l’introduzione del tempo necessario agli attori in campo per adeguarsi (due anni sono troppi). L’unica conclusione logica è che «le adesioni individuali otterranno un forte stimolo dalla rapida emanazione dei regolamenti della Covip; e una campagna pubblicitaria a spese della fiscalità generale potrà completare la distorsione». Insomma, non solo le compagnie entrano a gamba tesa, ma si fanno anche pagare la pubblicità dallo Stato. Altro che furbetti.