Tfr: il 52,7% lo lascerà in azienda

28/10/2005
    venerdì 28 ottobre 2005

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    Tfr, il 52,7% lo lascerà in azienda

    di Luca Saitta

    Il 52,7% dei lavoratori italiani non smobilizzerà il proprio tfr dall’azienda, non sentendosi abbastanza tutelato dalla nuova riforma ancora in discussione. La ricerca Isae rivela una profonda sfiducia nei confronti del decreto che rilancia il secondo pilastro. Pur a conoscenza dei contenuti del dlgs, infatti, gli italiani fanno pollice verso al punto che, dal 2004 ad oggi, non soltanto i contrari sono saliti di oltre 10 punti percentuali, ma sono diminuiti sia gli indecisi (dal 44% al 34,5%) sia gli aderenti al secondo pilastro (oggi il 12,8% contro il 13,8% dell’anno scorso). Ad avere contribuito a questo magro bilancio, forse, anche l’iter travagliato che ha contrassegnato il decreto, ieri all’insegna di un nuovo giallo. Il sottosegretario al welfare, Antonio Brambilla, infatti, smentendo le ipotesi di un’avviata mediazione con le assicurazioni nel corso del suo incontro di martedì con l’Ania, ha dichiarato che la bozza che sarà esaminata dal consiglio dei ministri sarà la stessa presentata lo scorso 5 ottobre, perché accettata ´dalla quasi totalità delle parti sociali’. ´È un testo così equilibrato che lo riproporremo così’, ha dichiarato Brambilla. ´Aspettiamo il parere delle commissioni lavoro delle camere, ma dalla sensazione che abbiamo riconfermeranno il loro parere. Noi riconfermeremo il testo e i giovani avranno la previdenza complementare’.

    Smentendo le voci di un suo disaccordo col ministro del welfare, Roberto Maroni, (´la sintonia è perfetta, lavoriamo da 13 mesi spalla a spalla’), il sottosegretario, che pure nei giorni scorsi aveva manifestato un’apertura nei confronti delle assicurazioni, ieri non ha lesinato critiche all’Ania. ´Mi domando dove fosse quando nel 2000 la Covip fece una delibera sul vincolo del contributo del datore di lavoro ai fondi contrattuali’, ha detto. ´Le assicurazioni hanno l’esclusiva sui pip e le rendite, mentre sulle forme di previdenza collettive possono giocare alla pari potendo gestire i fondi aperti. Eppure l’Ania fa il giro dei ministri e accusa me e Maroni di ogni nefandezza’.

      Riguardo l’opposizione del premier Berlusconi all’attuale dlgs, Brambilla si dichiara ´convinto che sarà ben contento di approvarlo, perché è la prima volta che il fondo monetario internazionale dice che abbiamo fatto una riforma previdenziale tra le migliori’. (riproduzione riservata)