“Tfr” I contenuti della riforma

04/07/2005
    sabato 2 luglio 2005

      IN PRIMO PIANO – pagina 3

        I contenuti della riforma

          Punto per punto come il Tfr passa ai fondi

            CONFERIMENTO DEL TFR MATURANDO

              -A partire dal 1° gennaio 2006 i lavoratori del settore privato potranno decidere di trasferire il Tfr maturando (non quindi quello già maturato) alle forme pensionistiche complementari previste dal decreto, ovvero di mantenerlo in azienda

              -Entro sei mesi dalla data di prima assunzione il lavoratore può conferire l’intero importo del Tfr maturando a una forma di previdenza complementare dallo stesso prescelta.

              Qualora il lavoratore decida di mantenere il Tfr presso il proprio datore di lavoro, tale scelta può essere successivamente revocata.

              -Nel caso in cui il lavoratore entro sei mesi dalla prima assunzione non esprima alcuna volontà, il passaggio del Tfr avviene a decorrere dal mese successivo.

              Il datore di lavoro trasferisce il Tfr maturando dei propri dipendenti alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi, anche territoriali, salvo sia intervenuto un diverso accordo aziendale tra le parti.

              In caso di presenza di più forme pensionistiche alle quali l’azienda abbia aderito, il Tfr maturando è trasferito a una di esse, individuata in accordo tra le parti; in caso di mancato accordo il Tfr maturando è conferito a quella delle predette forme pensionistiche alla quale l’azienda abbia aderito con il maggior numero di lavoratori.

              I TEMPI

                La riforma entrerà in vigore il 1° gennaio 2006.
                Nel frattempo la Covip dovrà dare le direttive ai fondi per il rispetto e la corretta applicazione delle nuove regole. I fondi avranno quindi tre mesi di tempo per adeguarsi, ma dovranno essere pronti ad accettare le nuove nuove eventuali iscrizioni. Dal 1 ? gennaio 2006, infatti, i lavoratori potranno iniziare a comunicare la scelta di destinare alla previdenza complementare il Tfr maturando

                IL NUOVO FONDO INPS

                  L’attuale testo della riforma prevede anche che presso l’Inps sia istituito un fondo pensione a contribuzione definita che accoglie il Trattamento di fine rapporto maturando dei lavoratori. Il fondo ha natura residuale e riceverà il Tfr nel solo caso in cui nessuna delle modalità di conferimento previste dal decreto abbiano potuto trovare applicazione.

                  LE PRESTAZIONI

                    Le prestazioni pensionistiche finali, in forma di rendita o di capitale, possono essere richieste a partire dal momento della maturazione del diritto alla richiesta delle prestazioni pensionistiche obbligatorie con un minimo di 5 anni di partecipazione alle forme.
                    Sull’importo imponibile delle prestazioni è operata una ritenuta a titolo di imposta con aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il 15 ? anno di partecipazione, con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Per esigenze specifiche sono possibili anticipazioni.

                    I VECCHI FONDI

                      Anche le forme pensionistiche complementari, istituite fino al 23 ottobre 1992 dovranno adeguarsi alle nuove regole.
                      Per questo sarà approvato uno o più decreti entro sei mesi dall’entrata in vigore della riforma. Anche nei riguardi dei vecchi fondi l’attività di vigilanza è svolta dalla Covip

                      MISURE COMPENSATIVE PER LE IMPRESE

                        È prevista una misura di compensazione sul differenziale tra il costo annuale del Tfr e il costo dei finanziamenti sostitutivi dello stesso erogati da istituti di credito, mediante la deducibilità di un importo pari al 4 per cento dell’ammontare totale del Tfr conferito nel fondo pensione per le imprese con oltre 50 addetti, e del 6% per quelle con meno di 50.

                        - Viene eliminato il contributo di garanzia sul Tfr a carico delle imprese.

                          - È prevista l’istituzione di un Fondo pubblico di garanzia per facilitare l’accesso al credito, in particolare per le Pmi.