Tfr: gli iscritti ai fondi aumentano del 50%

20/09/2007
    giovedì 20 settembre 2007

    Pagina 27 – Norme e tributi

    Previdenza complementare – Il bilancio presentato da Scimìa

      Gli iscritti ai fondi aumentano del 50%

        Marco lo Conte

          ROMA
          Tanti o pochi? Numeri e percentuali servono a dare risposte quanto più possibile univoche, in modo da sfuggire a ogni possibile polemica. M il lavorìo per mettere questi valori in ordine talvolta è notevole. Come è capitato ieri al presidente della Covip Luigi Scimìa che, nel corso della sua relazione, ha snocciolato, interpretato, inanellato le cifre del mondo previdenziale italiano post-riforma Tfr. Sime, per buona parte, è il caso di precisare: per la lentezza con cui le adesioni sono passate dagli uffici del personale alle forme previdenziali e all’autorità di vigilanza. Cui si aggiungono i ritardatari di luglio e agosto.

          Quanti hanno aderito alla previdenza complementare nel corso della prima metà dell’anno in corso? Andiamo con ordine: i negoziali raccolgono 600mila adesioni e oggi gli iscritti sono 1,8 milioni. Agli aperti vanno 190mila adesioni, un dato superiore ai 148mila indicati da Assogestioni lunedì scorso. I Pip, polizze previdenziali, raccolgono 110mila iscritti circa. Secondo Covip sono 900mila i dipendenti privati che hanno conferito il proprio Tfr a forme previdenziali nel primo semestre. Più 50% circa rispetto all’1,8 milioni di fine 2006. Totale: 2,7 milioni di aderenti.

          Ma se consideriamo una platea più estesa, comprendendo per esempio gli aderenti ai fondi preesistenti (650mila), chi ha aderito a un fondo aperto non da dipendente ma da autonomo o professionista, si sale a 3,5 milioni di persone aderenti alla previdenza complementare. Una cifra in grado di crescere ancora: se si aggiungono tutti coloro che hanno in tasca vecchi Pip anche se non in linea con la riforma 252/2005, ecco che il numero degli iscritti alla previdenza complementare lievita fino a 4.288.000.

          E ora le percentuali. Se si prende il numero dei lavoratori che al 31 dicembre avevano già un fondo di riferimento abbiamo 8 milioni di bacino potenziale. Su questa base il numero dei nuovi iscritti ai fondi negoziali vale il 28% – che è il numero chiave dell’untera relazione di Scimìa – cui sono da aggiungere i "silenti", secondo Covip circa il 5 per cento. La platea dei potenziali aderenti si è ampliatanel corso del 2007 di almeno altri 2,5 milioni di lavoratori: sono nati quattro nuovi fondi di categoria (artifgiani, logistica, agricoltura, studi professionali), altri soggetti hanno scelto fondi già operativi come loro riferimento (contratto del gas in Fondenergia). Restano prividi fondo pensione di riferimento altri 1,7 milioni lavoratori, che potranno conferire il proprio Tfr a FondInps. Soggetti da "convincere", da qui alla fine dell’anno, per far lievitare dal 28 al 40% (silenti cimpresi) la quota di aderenti alla previdenza complementare, indicata dal ministro del Lavoro come obiettivo dell’anticipo della riforma al 2007.