Tfr-flessibilità, Amato ci prova

11/01/2001

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Giovedì 11 Gennaio 2001
italia – politica
In settimana Palazzo Chigi potrebbe convocare le parti sociali per cercare un’intesa sullo «scambio» Tfr-flessibilità, Amato ci prova.

Verso la riduzione delle aliquote sui fondi pensione.
Cofferati: con le liquidazioni verifica più facile

ROMA Giuliano Amato è pronto a giocare le ultime carte a sua disposizione per sbloccare la partita sul Tfr. Sul tavolo il Governo proverà a calare una proposta imperniata su uno scambio flessibilità-liquidazioni, accompagnato da una nuova cornice fiscale per favorire il decollo della previdenza integrativa. Già l’incontro di oggi tra le parti sociali sul lavoro a tempo determinato potrebbe rappresentare per l’Esecutivo una prima verifica sulla percorribilità di questa strada. E se il risultato non sarà negativo Amato potrebbe convocare a Palazzo Chigi Confindustria e sindacati prima della fine della settimana per discutere di liquidazioni e flessibilità.

Per il presidente del Consiglio non sarà comunque facile raggiungere un’intesa in extremis con le parti sociali. A Palazzo Chigi ne sono consapevoli: le possibilità di un accordo da tramutare in riforma prima della fine della legislatura vengono considerate «molto basse». Amato dovrà anzitutto fare i conti con Sergio Cofferati, che da sempre è disponibile a discutere soltanto di Tfr. Ieri il leader della Cgil ha invitato nuovamente l’Esecutivo a risolvere al più presto la questione del Tfr: «Il Governo sa benissimo che se la previdenza complementare fosse disponibile per tutti la verifica sulle pensioni avverrebbe certamente in un clima più disteso». Una verifica che — ha aggiunto Cofferati — si svolgerà comunque, a prescindere da quella che sarà la data fissata dal Governo (prima o dopo le elezioni), «in un quadro più positivo del previsto perché la spesa previdenziale è al di sotto delle previsioni fatte nel ’97».

Amato dovrà poi tenere conto della posizioni di Confindustria che sullo smobilizzo del Tfr e sulla flessibilità si è pronunciata in modo chiaro già da tempo. È probabile che il presidente del Consiglio provi a cercare una sponda nella Cisl e nella Uil, favorevoli a un confronto allargato e non solo limitato al Tfr.

Per rimuovere i tanti ostacoli che si presentano sul terreno del possibile negoziato, il Governo cercherà anzitutto di agire sul fronte fiscale. Con tutta probabilità sarà ridotta dall’11 al 9-8% la tassazione sui fondi pensione, correggendo il decreto legislativo di modifica del cosiddetto decreto Visco. Ieri il ministro Cesare Salvi ha detto che il Governo attende il parere del Parlamento sul provvedimento, in cui si chiederà l’abbassamento della attuale aliquota.

Una riduzione giudicata ieri indispensabile, nel corso di un’audizione alla Camera, anche dal presidente della Covip (la Commissione di vigilanza sui fondi pensione), Lucio Francario. Secondo Francario un abbassamento al 6% dell’attuale aliquota produrrebbe una crescita del 5% della prestazione netta finale, mentre la totale soppressione della tassazione garantirebbe un beneficio del 12 per cento.

L’abbattimento della tassazione sui fondi pensione potrebbe essere accompagnata da un ulteriore pacchetto di agevolazioni fiscali, usufruibili però solo con l’utilizzo del Tfr, che potrebbe essere inserito nell’ormai prossimo decreto legge con cui sarà ammorbidito lo stop al passaggio dal metodo retributivo a quello contributivo sancito dalla Finanziaria 2001. Anche questa è un’ipotesi che il Governo sta attentamente valutando. In altre parole verrebbe definita la cornice fiscale (e forse anche una parte delle compensazioni alle imprese), in attesa dell’accordo sulle procedure da adottare per smobilizzare le liquidazioni future. La decisione sarà presa nei prossimi giorni anche sulla base delle indicazioni che arriveranno dai contatti, più o meno informarli, tra lo staff di Amato e le parti sociali.

—firma—Marco Rogari