Tfr e fondi, ilWelfare stringe i tempi

01/03/2005

    martedì 1 marzo 2005

      sezione: NORME E TRIBUTI – pagina 23

      PREVIDENZA • Alle battute finali la stesura dei decreti attuativi della riforma. Fissato per domani l’incontro con le parti sociali
      Tfr e fondi, ilWelfare stringe i tempi
      Per la gestione recepite solo in parte le indicazioni dell’ « avviso comune » Critiche dalla Cgil

      MARCO ROGARI

      ROMA • Una corsia preferenziale ai fondi pensione chiusi, nei casi di uso del Tfr con il " silenzio assenso". Ma, allo stesso tempo, assoluta libertà di scelta per il lavoratore tra fondi negoziali, fondi aperti e polizze individuali, con conseguente equiparazione tra le varie forme integrative. È una sorta di recepimento a metà dell’avviso comune delle parti sociali quello che emerge dai testi dei due decreti di attuazione per la previdenza complementare elaborati dal ministero del Lavoro. La prima bozza, riguardante la gestione delle forme complementari, è già pronta. Il secondo testo verrà completato oggi. Anche perché entrambi i provvedimenti dovrebbero essere discussi domani in quello che si presenta come il " round" decisivo tra ministero del Welfare e parti sociali.

      Una trattativa che non si annuncia in discesa. La bozza sulla gestione dei fondi non piace alla Cgil. Che ribadisce il proprio no all’equiparazione tra fondi complementari collettivi e polizze assicurative individuali per quel che riguarda il versamento del Tfr. « La bozza — afferma il segretario confederale della Cgil, Morena Piccinini — non dà risposte a quello che abbiamo chiesto con l’avviso comune. Abbiamo chiesto una netta distinzione tra il secondo e il terzo pilastro della previdenza e qui invece scompare. E — prosegue — se si pretende di mettere sullo stesso piano i fondi collettivi e le polizze individuali, si usano poi due pesi e due misure per quanto riguarda le regole di trasparenza » .


      La strategia del Welfare. Ma per il Welfare quelle della Cgil sono critiche strumentali. Maroni sembra intenzionato a recepire diversi punti del documento unitario delle parti sociali nella seconda bozza di decreto, riguardante l’uso del Tfr. È già certo, per esempio, che il ministero farà marcia indietro sulla norma che affidava al datore di lavoro il compito di destinare la liquidazione in caso di mancato pronunciamento da parte del lavoratore nei sei mesi di tempo a sua disposizione per effettuare la scelta. Lo staff di Maroni è anche intenzionato a garantire la corsia preferenziale ai fondi negoziali ( contrattuali) nei casi di silenzio assenso. Da sciogliere restano i nodi della portabilità e dell’entità delle compensazioni da garantire alle imprese.

      Nella " dote" 30 milioni in più. Sale leggermente la dote finanziaria per la previdenza integrativa del prossimo decreto competitività: 20 milioni nel 2005; 200 nel 2006 e 530 milioni, invece di 500, nel 2007. A questo punto resta da vedere se la partita si sbloccherà domani o sarà necessario un supplemento di trattativa.
      La bozza sulla gestione dei fondi. Il testo ha subito poche correzioni rispetto alla precedente versione ( si veda « Il Sole 24 Ore » del 25 febbraio). Il provvedimento conferma che i lavoratori potranno scegliere liberamente tra le varie forme integrative. E precisa che per forme individuali vanno intese le polizze assicurative e i fondi aperti. Il testo poi dispone che « l’ammontare dei contributi definito anche in misura fissa all’atto di adesione può essere successivamente variato » e che « i lavoratori possono destinare a tali forme anche le quote dell’accantonamento annuale al trattamento di fine rapporto e le contribuzioni del datore di lavoro alle quali abbiano diritto » .


      La bozza conferma la possibilità di estensione agli " statali" delle nuove misure, ma vincola questa operazione al varo di un decreto ad hoc.


      Oltre ai dipendenti pubblici, potranno aderire alle forme complementari, « in modo individuale o collettivo » , lavoratori dipendenti privati, autonomi, liberi professionisti, soci lavoratori di cooperative e persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari. Il provvedimento stabilisce che le forme " integrative" possono essere istituite da contratti e accordi collettivi ( anche aziendali), da accordi fra lavoratori autonomi o fra liberi professionisti. E ancora: da regolamenti di enti o aziende; accordi tra soci lavoratori di coop; enti di diritto privato con l’obbligo alla gestione separata; da soggetti diversi, « limitatamente alle forme pensionistiche complementari individuali » .


      A vigilare su tutto il nuovo mondo della previdenza integrativa sarà la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, al quale viene affidato un ruolo " forte". Quanto all’attività delle forme complementari, nella bozza si afferma che i fondi pensione gestiscono le risorse mediante convenzioni con intermediari finanziari, imprese assicurative e società di gestione del risparmio. I fondi non possono comunque assumere o concedere prestiti né investire in azioni o quote con diritto di voto di una stessa società per oltre il 5% del valore delle azioni di quella società se quotata ( 10% se non quotata) o in azioni o quote emesse da soggetti tenuti alla contribuzione in misura superiore al 20% delle risorse del fondo ( 30% se si tratta di fondo pensione di categoria).

        Percorso accidentato
        Il confronto sull’attuazione della riforma previdenziale per le pensioni integrative

        La trattativa. Nel corso della trattativa tra Governo e parti sociali sull’attuazione delle misure per le pensioni integrative, il Welfare ha prodotto una prima bozza di decreto attuativo. Bocciata però dalle parti sociali che hanno deciso di presentare un loro documento unitario, imperniato sulla centralità della contrattazione

        Due decreti. Il Welfare ha, quindi, elaborato due decreti: il primo sulla gestione delle forme complementari e il secondo su uso del Tfr con il " silenzio assenso", agevolazioni fiscali e compensazioni per le imprese

        I contenuti/ 1. Il primo provvedimento ribadisce la libertà del lavoratore di aderire a qualsiasi forma " integrativa"( fondi negoziali; fondi aperti; polizze assicurative individuali). A tutte queste forme ( compresi i fondi regionali) può essere destinato il Tfr

        I contenuti/ 2. Il secondo decreto dovrebbe stabilire che il Tfr smobilizzato con " silenzio assenso" andrebbe prioritariamente indirizzato ai fondi negoziali ( quelli contrattuali), recependo così uno dei punti principali nell’avviso comune delle parti sociali. Inoltre, al singolo datore di lavoro non verrebbe attribuito alcun nuovo ruolo sul convogliamento del Tfr nei casi di mancata scelta del lavoratore