Tfr diviso tra fondi pensione e polizze per chi perde il posto

23/11/2001


VENERDÌ, 23 NOVEMBRE 2001
 
Pagina 34 – Economia
 
Previdenza, ecco la delega. Il Tesoro: calcolo sugli ultimi 15 anni. Possibile sconto Irap
 
Tfr diviso tra fondi pensione e polizze per chi perde il posto
 
Duello TremontiMaroni sui disincentivi all’anzianità
 
 
 
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA — Cambiano le prospettive per il Tfr. Tramontata l’ipotesi di trasferire una quota della liquidazione in busta paga per favorire i consumi, l’idea è ora quella di destinare il Tfr per una metà ai fondi pensione e per l’altra metà a un fondo assicurativo aziendale a favore di coloro che perdono il lavoro. È questa la novità contenuta nella bozza di riforma del sistema previdenziale che i ministri dell’Economia, Giulio Tremonti, e del Welfare, Roberto Maroni, riesamineranno oggi per l’ultima verifica. Non è difficile prevedere la reazione dei sindacati: «Vogliono creare un ammmortizzatore sociale con i soldi del Tfr? Non hanno pudore. Ci troviamo davanti all’ennesimo sforzo di fantasia del governo a sfavore dei lavoratori», commenta Beniamino Lapadula, Cgil.
Il documento MaroniTremonti si articola su cinque punti, che saranno la base della discussione con le parti sociali di qui al 15 dicembre: liberalizzazione dell’età pensionabile con un tetto a 70 anni (originariamente la proposta parlava di 72 anni), certificazione dei diritti acquisiti da parte dell’ente previdenziale di appartenenza, incentivi fiscali e contributivi per i lavoratori che restano al lavoro e alle loro imprese, abolizione del divieto di cumulo con il reddito anche per le pensioni di anzianità, riforma del Tfr.
Per incentivare il passaggio del Tfr ai fondi pensione, che avverrebbe comunque soltanto su base volontaria, il governo ha predisposto un pacchetto di incentivi, che comprende la detassazione dei rendimenti annuali della pensione integrativa (oggi il Fisco si porta via l’11 per cento) e l’abolizione del doppio limite per la deducibilità fiscale del 12 per cento del reddito con un tetto di 10 milioni, che sfavorirebbe il popolo dei parasubordinati. È prevista anche l’equiparazione tra fondi chiusi e aperti e l’innalzamento al 50 per cento della quota esentasse delle somme versate oggi a un terzo).
A titolo di compensazione delle imprese per la perdita del Tfr, il ministro Tremonti starebbe pensando alla deducibilità dall’Irap del costo del lavoro. Nel pacchetto incentividisincentivi previdenziali, il ministro dell’Economia avrebbe anche valutato l’ipotesi di calcolo della pensione sugli ultimi 15 anni di lavoro e non sugli ultimi 10 per coloro che anticipano la pensione. L’idea non avrebbe tuttavia trovato il consenso di Maroni per cui — pare — non farà parte della bozza di delega.
Dopo l’intervento dell’amministratore delegato della Fiat, Paolo Cantarella, sembra definitivamente superata l’ipotesi di abolizione delle pensioni di anzianità attraverso l’accelerazione dei tempi della legge Dini, come sollecitava il presidente della Confindustria, Antonio D’Amato. Nonostante le pressioni di Fmi e Bce per una riforma previdenziale più incisiva, lo strumento della mobilità verso la pensione di anzianità potrebbe infatti risultare molto utile alle aziende pubbliche e private che preparano interventi di ristrutturazione, come Fs, Telecom e Alitalia.