“Tfr” Confronto 1

04/07/2005
    domenica 3 luglio 2005
    sabato 2 luglio 2005

      IN PRIMO PIANO – pagina 3

        IL CONFRONTO / 1

        Quattro domande prima della decisione

        Come scegliere tra Tfr e fondi? Le due possibilità di « investimento » hanno caratteristiche abbastanza diverse tra loro. Nelle quattro domande riportate di seguito cerchiamo di focalizzare le differenze principali.

          Cosa dà più garanzie?

            Stando alla bozza che è stata presentata venerdì in Consiglio dei ministri, i fondi pensione ai quali si potrà destinare il futuro trattamento di fine rapporto saranno sottoposti a vigilanze e controlli ( che faranno perno su Covip, la Comissione di vigilanza sui fondi pensione). Premesso questo, va detto però che il Tfr può contare su un impianto normativo collaudato ( che muove dal Codice civile) e su una garanzia totale ( il « fondo di garanzia Tfr » ) che assicura al lavoratore il pieno possesso del trattamento anche in caso di insolvenza del datore. Il confronto avviene quindi tra un istituto ben radicato, nonché consolidato da decenni di giurisprudenza, e un ambito che invece è per molte parti del tutto nuovo e che dovrà essere messo alla prova

            Dove ci sono più limiti?

              Il limite maggiore è quello che grava sui fondi pensione, che possono essere utilizzati solo quando si raggiunge l’età per ritirarsi dal lavoro; il Tfr, invece, viene versato alla « fine del rapporto di lavoro, indipendentemente dall’età.
              Per riequilibrare questo vincolo, lo schema presentato venerdì dal ministro Roberto Maroni aumenta quindi le possibilità di utilizzo anticipato di una parte del capitale che sarà versato ai fondi pensione: oltre che per motivi sanitari e per l’acquisto della prima casa ( come già avviene con il Tfr), il lavoratore potrà chiedere anticipi ai fondi, nella misura del 30% di quanto versato, anche per più generiche esigenze personali. Per questa richiesta dovranno essere decorsi otto anni dall’iscrizione

              Dove si pagano meno tasse?

                Senza dubbio, il Fisco preferisce i fondi pensione. Le prestazioni che saranno erogate da questi soggetti saranno infatti tassate con un’aliquota al 15% ( si consideri che l’aliquota Irpef più bassa è attualmente del 23%), mentre il Tfr è soggetto alla cosiddetta « tassazione separata » : si paga cioé individuando un’aliquota che corrisponde alla media di quanto versato nei cinque anni precedenti. Il prelievo sul Tfr, perciò, cresce con il crescere del reddito.

                Cosa rende di più?

                  A questa domanda è forse impossibile rispondere. Meglio dire che del Tfr si sa quanto rende (non molto), mentre i fondi pensione sono affidati agli umori del mercato e alla bravura dei gestori ( e quindi possono anche crescere molto di più del Tfr). Come spieghiamo nell’altra scheda in questa pagina, il confronto sui rendimenti può conoscere momenti più o meno favorevoli per entrambe le possibilità. Se i fondi, inoltre, subiscono i riflessi delle crisi di Borsa, il trattamento di fine rapporto, da parte sua, resta sicuramente più esposto agli svantaggi dell’inflazione, perché rende — per legge — l’ 1,5% più i tre quarti dell’aumento del costo della vita. Così, se l’inflazione dovesse tornare a due cifre, il Tfr ne uscirebbe perdente