Tfr, Confindustria e banche in pressing

12/09/2005

    domenica 11 settembre 2005

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    Tfr, Confindustria e banche in pressing

    Montezemolo convoca la giunta Bossi: non si può portarlo via

      di Felicia Masocco / Roma


      È ORA DI STRINGERE sul Tfr così Confindustria convoca per mercoledì una riunione straordinaria della giunta. E l’Abi ne discuterà al comitato esecutivo il 21settembre. La delega per la riforma del Tfr (il trattamento di fine rapporto di lavoro) scade il 6 ottobre quindi c’è poco da indugiare. Tanto più che se si esclude l’ottimismo del titolare del Welfare Maroni e del sottosegretario Brambilla restano i dubbi e la cautela con cui sindacati e imprese aspettano di vedere le carte che il ministro presenterà all’incontro di domani. «Non c’è nulla di definito» taglia corto il direttore generale di Confindustria Maurizio Beretta smorzando la convinzione di Maroni che la riforma stia «andando in porto».

      Cgil, Cisl e Uil hanno invece fatto sapere che invieranno solo una delegazione tecnica per ritirare il documento che poi passeranno sotto la lente. Una decisione che ha mandato su tutte le furie Alberto Brambilla: «C’è un ministro che tiene un incontro, rispetto istituzionale vuole che il signor Epifani si alzi dalla poltrona e ci vada». Il leader della Cgil non si scompone. «Si tratta di vedere se le regole sono cambiate come chiedeva il documento di tutte le 22 associazioni, e come si compensano le aziende. Non escludo nulla. Si può fare l’accordo o può saltare tutto. Si deciderà entro fine mese».


      E anche per il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, «mancano certezze su cui il Tesoro deve dare una risposta». Quanto agli industriali, il giudizio complessivo lo darà la giunta convocata da Montezemolo. «Aspettiamo il testo completo, dove tutto sia chiaro, nero su bianco», spiega il direttore generale Maurizio Beretta.


      Nonostante gli incontri dei giorni scorsi e la disponibilità offerta al ministro a lavorare anche nel week-end, l’umore degli industriali è quello espresso ieri dal presidente di Confindustria del Veneto, Andrea Riello, per il quale «la riforma così come è non va bene, aumentano i costi e non c’è beneficio per il sistema industriale». Il nodo è quello della compensazione per i costi sostenuti, e quello dell’accesso al credito dopo il passaggio del Tfr ai fondi pensione. La richiesta è che l’accesso al credito sia automatico. L’Abi (le banche) non ne vogliono però sapere.


      Anche Umberto Bossi ha detto la sua ieri sera: «Il Tfr non si può portarlo via ai lavoratori, questa è la decisione della Lega»