Tfr, come cambia il silenzio-assenso

07/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Primo Piano
        Numero 161, pag. 2 del 7/7/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        Tfr, come cambia il silenzio-assenso
         
         
        Silenzio-assenso solo per il versamento del tfr ai fondi pensione contrattuali, e non anche ai fondi aperti e alle polizze individuali. Mentre lo scalino del 2008, con l’innalzamento obbligatorio di tre anni dell’età della pensione, potrebbe essere ammorbidito attraverso una maggiore gradualità. Così potrebbe cambiare la riforma delle pensioni, allo studio della commissione lavoro di Montecitorio (e che la Casa delle libertà punta a portare già lunedì 19 in aula), sulla scorta di alcuni emendamenti presentati ieri da An e Udc, e relativi al trattamento dei fondi pensione e all’accesso al pensionamento dopo il 2008.

        Si tratta di proposte sulle quali anche l’opposizione dovrebbe essere d’accordo, nonostante la mole degli emendamenti presentati al testo (circa 300 in tutto, la maggior parte del centro-sinistra).

        Da qui l’ottimismo della maggioranza che, dal presidente della commissione, Domenico Benedetti Valentini (An) al relatore di maggioranza Luigi Maninetti (Udc), pensa di chiudere l’esame in pochi giorni. ´Domani (oggi, ndr) cominciamo a votare gli emendamenti’, spiega Maninetti, ´con l’idea di chiudere la discussione giovedì’.

        Secondo Maninetti, a parte queste proposte che ruotano intorno ai due temi più problematici anche per l’opposizione, cioè i fondi pensione e lo scalino del 2008, non dovrebbero esserci modifiche tali da riaprire i giochi. E impedire alla maggioranza di andare spedita verso il traguardo della discussione in aula di lunedì 19 e dell’approvazione della delega entro la fine di luglio, come indicato nei giorni scorsi sia dal premier, Silvio Berlusconi, sia dal numero due di palazzo Chigi, Gianfranco Fini.

        La linea della maggioranza in commissione, chiarisce Maninetti, è quella di ´rinviare, per quanto possibile, tutte le modifiche ai decreti delegati di attuazione’. E semmai impegnare il governo al rispetto delle proposte di modifica attraverso gli ordini del giorno.

        ¥ Le modifiche allo studio della commissione. Alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza tengono in considerazione anche il parere espresso dai sindacati nel corso dell’audizione di giovedì scorso e prevedono che il meccanismo studiato dal legislatore per aderire ai fondi pensione versando la propria liquidazione, cioè il silenzio-assenso entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, sarà destinato solo ai fondi contrattuali.

        Per aderire ai fondi aperti e alle polizze finanziarie e assicurative, quindi, occorrerà un’espressione precisa della volontà del lavoratore di conferire il trattamento di fine rapporto al fondo.

        Una seconda serie di emendamenti, invece, prende di mira il cosiddetto scalino del 2008, cioè il passaggio dai 57 ai 60 anni (più 35 di contributi) dei requisiti per poter andare in pensione. Con l’intento di renderlo più graduale nel tempo, aumentando via via l’età di pensionamento, ed evitare il passaggio secco al 2008. (riproduzione riservata)