Tfr: botta e risposta tra Ania a Maroni

20/10/2005
    giovedì 20 ottobre 2005

    Pagina 3 PrimoPiano

    Tfr: botta e risposta tra Ania a Maroni

      di Luca Saitta

        Ennesimo botta e risposta tra le assicurazioni e il ministro del welfare, Roberto Maroni, sulla riforma del tfr. Mentre il premier Silvio Berlusconi ieri si è detto ´non negativo sul fatto che il dlgs passerà’, intervenendo all’audizione in commissione lavoro alla camera, il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, ha sostenuto che il 1° gennaio 2006 non può essere la data di entrata in vigore del decreto che rilancia il secondo pilastro. Immediata la smentita da via Flavia: la tempistica non si tocca. ´Se si partisse il 1° gennaio ci sarebbero gravi discriminazioni tra le varie forme pensionistiche complementari tenute all’adeguamento alle direttive di attuazione della Covip’, ha sostenuto Cerchiai. Come a dire: a differenza dei fondi, ai pip serve più tempo per attenersi ai nuovi regolamenti e ci sarebbero per loro ritardi dannosi e ´non equi’.

        ´I fondi già pronti partiranno subito, quelli che necessitano ancora dell’autorizzazione della Covip attenderanno le approvazioni’, ha replicato Maroni. ´Più tardi si avvia la riforma, più tardi partiranno i fondi. Paradossalmente è un altro vantaggio che l’Ania concede ai fondi chiusi. Capisco che l’associazione voglia farsi carico delle preoccupazioni che spetterebbero al ministero, ma assicuro che, insieme alla Covip, abbiamo tutte le competenze per far partire la riforma puntualmente, pur nei tempi ristretti che sono tali anche per responsabilità dell’Ania’.

        Ieri, ancora, la Cgil è ritornata ad attaccare Berlusconi (e le assicurazioni) in merito alla sua dichiarazione di una riforma che farebbe regali ai sindacati. ´Con la delega previdenziale, votata senza la condivisione del sindacato, si prevede la distinzione tra il tfr e il contributo del datore di lavoro ma, soprattutto, che il lavoratore potrà investire il proprio tfr dove vorrà’, ha precisato la segretaria confederale Morena Piccinini. ´Quindi succederebbe che le assicurazioni, attraverso il dlgs, entrerebbero in un mercato dal quale oggi sono escluse: i regali, semmai, vengono fatti a loro’. (riproduzione riservata)