Tfr ai fondi, pronto l’avviso comune

27/01/2005

    giovedì 27 gennaio 2005

    sezione: ITALIA-POLITICA – pagina 13

    Vegas: le risorse nel Ddl competitività Amato: senza integrative sarà patatrac
    Tfr ai fondi, pronto l’avviso comune

      MARCO ROGARI

        ROMA • Le parti sociali sono a un passo dall’intesa su Tfr e previdenza complementare. A confermare che le organizzazioni datoriali e i sindacati potrebbero giungere a giorni alla stesura di un «avviso comune» da presentare al Governo è stato ieri Pierpaolo Baretta (Cisl) nel corso di un convegno sui fondi pensione organizzato da Mefop. Anche Confindustria, per voce di Elio Schettino, ribadisce che le posizioni delle parti sociali sono vicine. I principali nodi su cui è in corso il confronto sono la gerarchia dei fondi, il sistema del silenzioassenso e la portabilità. Restano alcuni angoli da smussare, come la partecipazione di Abi e Ania (chiesta dai sindacati) al fronte del documento comune alternativo alla bozza di decreto illustrata dal Governo. Il tutto mentre rimane aperta la spinosa questione delle risorse cui collegare le compensazioni per le imprese. Che, secondo quanto affermato dal segretario all’Economia, Giuseppe Vegas, potrebbero essere inserite, almeno per quel che riguarda il 2005, nel prossimo provvedimento sulla competitività.

        Intanto, sempre al convegno Mefop, l’ex premier Giuliano Amato lancia l’allarme: quello della previdenza complementare «è un problema da risolvere con urgenza, altrimenti ci sarà un "patatrac". Fra 15 anni, in base alla normativa attuale, ci sarà chi percepirà una pensione pari soltanto al 40% del proprio stipendio e farà pressioni tali da ottenere un marcia indietro». Tiziano Treu (Margherita), invece, critica le anomalie della riforma e della sua fase attuativa. Prima fra tutte quella dell’obbligo di destinare (su base volontaria) tutto il Tfr maturando alle forme integrative, senza la possibilità di frazionarlo. Treu definisce questo vincolo una rigidità che potrebbe scoraggiare molti lavoratori. E poi punta il dito sul nodo-risorse e sull’armonizzazione dei sistemi "integrativi".

        Tornando al confronto tra Governo e parti sociali, Baretta e Schettino ribadiscono le bocciatura della bozza di decreto attuativo presentata dal Welfare. E confermano l’intenzione di realizzare un documento comune. «Ci stiamo lavorando», dice Baretta. Che aggiunge: dovrebbe essere una questione di giorni, sarebbe infatti importante che, entro la prossima settimana, le parti sociali potessero consegnare su questo tema un’opinione condivisa al Governo». Sindacati e Confindustria non sono però pienamente d’accordo sulla tabella di marcia da seguire alla luce delle esigue risorse che il Governo è intenzionato a mettere sul piatto per il 2005 (circa 20 milioni). Per Schettino non si può partire fino a quando non saranno rispettate le tre condizioni fissate dalla delega per compensare le imprese: agevolazioni per l’accesso al credito; eliminazione del contributo versato all’Inps; riduzione del costo del lavoro equivalente alle quote di liquidazione smobilizzate. Secondo Baretta, invece, occorre dare attuazione alle nuove regole il prima possibile, ricercando soluzioni alternative.

        Il sottosegretario Vegas, da parte sua, afferma che i fondi per le compensazioni non sono stati inseriti nell’ultima Finanziaria «per un problema di cassa». «Speriamo — aggiunge — che il tema della compensazione possa essere meglio affrontato nel prossimo provvedimento sulla competitività».
        Il presidente di Assogestioni, Guido Cammarano, sottolinea che, per quanto riguarda il sistema dei fondi pensione, serve concorrenza ma anche regole uguali per tutti. Anche il direttore generale dell’Ania, Giampaolo Galli, auspica la maggiore concorrenzialità possibile, aggiungendo: «Vorrei che i fondi chiusi diventassero fondi aperti».