“Tfr 9 gen” Competitività: la linea del Tesoro

12/01/2005

    domenica 9 gennaio 2005

    pagina 52, sezione ECONOMIA

      Ma la maggioranza chiede più soldi per il decreto.
      Maroni: ‘Escluse misure elettorali uno sforzo si può fare’
      Competitività, la linea del Tesoro
      No a nuovi fondi, si liberalizza
      Pezzotta: ‘Briciole’
      La Consulta economica di An punta ad aiuti per il Mezzogiorno

        ROBERTO MANIA

          ROMA – Per finanziare il decreto sulla competitività non saranno stanziate nuove risorse. è la linea del ministero del Tesoro che frena così i tentativi provenienti dai vari settori della maggioranza di allentare i cordoni della borsa in vista del varo delle misure per far recuperare quote di mercato alle nostre imprese. «è stata appena approvata la Finanziaria – spiegano in Via XX Settembre – e non servono nuovi finanziamenti. L’ obiettivo del provvedimento allo studio è quello di offrire alle imprese una "piattaforma" migliore per operare. Per questo si deve puntare sulla liberalizzazione delle attività economiche, riducendo il più possibile i vincoli burocratici». Il governo è ancora alla ricerca di una posizione condivisa e mercoledì a Palazzo Chigi ci sarà un vertice di maggioranza per fissare il tracciato del confronto con Confindustria e sindacati, al via il giorno successivo. Entro la fine del mese, poi, dovrebbe essere varato il relativo decreto legge. Per rilanciare la competitività il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, ha preparato una bozza di decreto di 19 articoli che, oltre allo snellimento delle procedure amministrative, fa leva sul riordino degli incentivi alle imprese, sulle agevolazioni alle fusioni e sul sostegno alla ricerca. Un pacchetto di interventi capaci di autofinanziarsi per circa 300 milioni di euro. Troppo pochi secondo diversi esponenti della Casa delle libertà, ma anche a parere delle parti sociali, tanto che ieri il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ha parlato di «briciole» a disposizione dello sviluppo.

          Il Tesoro alza le barriere, ma uno «sforzo» potrebbe essere fatto, secondo il ministro del Welfare, il leghista Roberto Maroni, il quale, però, non ha nascosto il rischio, complice la prossima campagna elettorale, «di indirizzare le risorse più a scopi assistenziali che non a scopi rivolti realmente alla competitività delle imprese». La Lega definirà le sue proposte nel Consiglio federale convocato per domani da Umberto Bossi. Il perno della strategia del Carroccio è rappresentato dalla difesa delle piccole e medie imprese all’ interno di distretti industriali, contro l’ assalto della concorrenza cinese che ricorre a forme di vero e proprio dumping sociale. Sempre domani riunirà la Consulta economica Alleanza nazionale che chiederà di «integrare» – come ha annunciato il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri – la bozza-Marzano. A Via dello Scrofa si pensa soprattutto al Sud. «Il vertice di mercoledì – ha detto Gasparri – costituisce la premessa necessaria per realizzare quella rete di servizi e infrastrutture per rendere il Mezzogiorno più appetibile per nuovi investimenti».

          Alla riunione di maggioranza Maroni intende sollevare direttamente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, anche la questione della mancanza di risorse per far decollare la previdenza complementare. Per compensare le aziende dalla perdita del Tfr come fonte di autofinanziamento visto che andrà nei fondi pensione, servono circa 20 milioni di euro per il 2005. «Arriveranno, ma non con il decreto sulla competitività», precisano dal Tesoro.