“Tfr 6 gen” Competitività: parte il confronto

12/01/2005

    giovedì 6 gennaio 2005

    pagina 29, sezione ECONOMIA

    I sindacati: mancano le risorse, trattative inutili
    Competitività, parte il confronto
    Pezzotta: governo senza strategia
    Convocate il 13 a Palazzo Chigi le parti sociali. Marzano: risolviamo i dissidi tra Maroni e Alemanno L’ obiettivo è varare entro fine gennaio un decreto legge Disponibili 300 milioni

    ROBERTO MANIA

    ROMA – Il governo ha convocato imprese e sindacati per il 13 gennaio con l’ obiettivo di avviare il negoziato sulla competitività e lo sviluppo, ma è con scetticismo che è stata accolta l’ iniziativa da parte dei diretti interessati. La Finanziaria – sostengono Cgil, Cisl e Uil, ma anche diverse associazioni di categoria – è stata appena approvata e tutte le risorse sono state indirizzate alla riduzione delle tasse.

    Ora sarà più difficile ridefinire la politica economica, affrontando il nodo della crisi industriale, tanto più che gli stanziamenti a disposizione sono pochissimi: non più di 300 milioni, secondo il ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano. Il 2005 appare così già largamente compromesso, nonostante si punti ad un decreto legge da approvare entro la fine di gennaio. «Non sarà questo confronto – ha commentato il leader della Cisl, Savino Pezzotta – a dare la scossa. Non ci sarà alcuna svolta. I 300 milioni di cui si parla appaiono davvero marginali e confermano che il governo non ha alcuna strategia per rilanciare il sistema produttivo». La prossima settimana, in ogni caso, ci sarà l’ incontro a Palazzo Chigi.

    All’ appuntamento saranno presenti le oltre trenta sigle di associazioni imprenditoriali e sindacali. E il governo, per ora, non sembra coeso sulle finalità della trattativa. Lo ha ammesso implicitamente il ministro Marzano (Fi) il quale ha ribadito ieri che è pronto a recepire proposte da parte di tutti i colleghi purché, da una parte, siano anche previste le relative coperture finanziarie, e, dall’ altra, i suggerimenti siano funzionali allo scopo che è quello di rilanciare la competitività del nostro apparato produttivo. Il rischio da evitare – secondo il titolare delle Attività Produttive – è quello di varare un «provvedimento barocco». Pericolo concreto visto che il ministro del Welfare, Roberto Maroni (Lega), ha chiesto di discutere del finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali e della previdenza complementare proprio al tavolo della competitività. Non per nulla è stato lo stesso Marzano a dire: «Spero si raggiunga presto l’ accordo tra i ministri. Va innanzitutto risolta la questione tra Maroni e Alemanno per quanto riguarda i fondi che il ministro del Welfare lamenta siano stati dirottati dal Tfr ai lavoratori forestali».

    Nel governo ognuno ha, per ora, la sua linea. Bastava leggere ieri la carrellata di dichiarazioni. Per il sottosegretario al Welfare, Maurizio Sacconi (Fi) «la competitività strategica del Paese coincide anzitutto con l’ attuazione delle riforme del lavoro, della scuola e delle pensioni». E il ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri (An): «Vanno introdotti incentivi fiscali alle imprese che rilancino gli investimenti e rafforzino i settori trainanti per l’ economia: high-tech, come banda larga, ricerca e innovazione». Il ministro delle Politiche Agricole, Gianni Alemanno (An) ha apprezzato la ripresa del dialogo sociale: «Lavoreremo perché sia un incontro positivo e fruttuoso». Dall’ altra parte lo scetticismo sindacale. «Per affrontare i temi del declino industriale servono tante risorse, ma quel poco che c’ era è stato utilizzato per improbabili e inefficaci riduzioni di tasse», ha detto Paolo Nerozzi (Cgil). «è un’ iniziativa – ha aggiunto Carla Cantone (Cgil) – che ha il sapore dell’ ennesima presa in giro». E Adriano Musi (Uil): «Sapere che le misure del decreto avranno valore dal 2006 non ci pare il viatico migliore per parlare di sviluppo».