“Tfr 4 gennaio” Tfr, sindacati contro Maroni

12/01/2005

    martedì 4 gennaio 2005

    pagina 31, sezione ECONOMIA

    La Cisl: soldi per le riforme già in Finanziaria, faccia un decreto.
    Ma la Cgil vuole un confronto con Confindustria
    Tfr, sindacati contro Maroni
    ‘Ministro inaffidabile, subito gli ammortizzatori sociali’

    ROMA – Nuova polemica tra governo e sindacati. Al ministro del Welfare, Roberto Maroni, che lancia l’ allarme sulla mancanza di risorse per gli ammortizzatori sociali e per la previdenza complementare dopo che sono state dirottate ai forestali calabresi, replicano Cgil, Cisl e Uil accusandolo di «inaffidabilità».

    Secondo le tre confederazioni dietro le dichiarazioni dell’ esponente del governo c’ è l’ evidente tentativo di nascondere le carenze della Finanziaria appena approvata. Sulle proposte, però, i sindacati si dividono visto che la Cgil non ha firmato il Patto per l’ Italia che è stato poi in parte trasferito nel disegno di legge 848-bis. Provvedimento che contiene, appunto, la riforma degli ammortizzatori sociali oltreché quella dell’ articolo 18 dello Statuto. La Cisl ha così chiesto al governo di varare con un decreto legge la riforma degli ammortizzatori, mentre la Cgil ha proposto di avviare un confronto tra le parti sociali per definire soluzioni diverse da quelle dell’ esecutivo.

    Peraltro, alcuni mesi fa, era stato il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, a suggerire un accordo per la riforma degli ammortizzatori sociali partendo dalle ipotesi avanzate dalla «Commissione Onofri» istituita ai tempi del governo Prodi. «Non so perché – ha detto il segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni – il ministro Maroni abbia fatto quelle dichiarazioni: se per fare una provocazione oppure per giustificare le promesse non mantenute. I soldi – ha aggiunto – sono stati stanziati in Finanziaria, il ministro deve dire quando la riforma entra in vigore e lo può fare con un decreto legge. In questo modo si saprà quando cominceranno ad essere utilizzati i fondi». Ma al di là della possibile via d’ uscita tecnica, Bonanni ha attaccato duramente Maroni per non aver rispettato l’ impegno preso con il Patto per l’ Italia: «è la dimostrazione più palese dell’ inaffidabilità del governo. Finché questa condizione permarrà avremo la condizione palese di un governo che promette e non mantiene, che sottoscrive e spergiura». Per la Cgil, invece, va proprio archiviato il disegno di legge presentato dal governo. «Nella fase di massima crisi economica e produttiva del Paese – ha detto il segretario confederale Fulvio Fammoni – è necessaria una politica che tenda a salvaguardare il lavoro e non solo a proteggere quando lo si è perso. Pertanto l’ 848-bis non risolve i problemi». Da qui la proposta di un confronto tra sindacati e imprenditori anche per impedire il tentativo del governo «di riaprire le divisioni tra le parti sociali».


    i nodi

    le tutele
    Secondo i calcoli del Welfare servono 785 milioni l’ anno per i nuovi ammortizzatori sociali

    la previdenza
    Per fare decollare la previdenza integrativa sono necessari 20 milioni il primo anno e 250 milioni il secondo

    l’ indennità
    Il perno del nuovo sistema di ammortizzatori sociali sarà l’ indennità di disoccupazione

    il tfr
    Il singolo lavoratore dovrà decidere se tenersi l’ attuale Tfr oppure investirlo nei fondi complementari chiusi o aperti