Testa, salta l’accordo

10/06/2004


         
         
        Numero 138, pag. 22 del 10/6/2004
        Autore: di Claudia Cassino
         
        Testa, salta l’accordo
         
        Mancata intesa sullo stato di mobilità aperto dall’agenzia.
        Il sindacato impugna i licenziamenti
         
        Non sembra trovare una via d’uscita la lunga vertenza che oppone i sindacati all’agenzia pubblicitaria Armando Testa, in fase di ristrutturazione dopo la perdita di un cliente storico come Mulino Bianco (Barilla). L’incontro avvenuto lunedì pomeriggio negli uffici della direzione regionale del lavoro di Torino ha avuto un esito negativo. Cgil, Cisl e Uil non hanno, infatti, firmato l’accordo sulla procedura di mobilità che riguarda 81 dei 211 dipendenti della sede torinese dell’agenzia. E hanno annunciato, ieri, di voler impugnare davanti al giudice del lavoro tutti i licenziamenti, ritenendo non condivisibili le motivazioni che hanno portato all’apertura della procedura perché ´riferita, tra l’altro, a una semplice decurtazione dei ricavi’.

        ´Non sono stati mai forniti i bilanci relativi agli ultimi esercizi’, si legge in un comunicato sindacale, ´né è mai stato presentato un piano di riorganizzazione’. Preoccupazione è stata espressa anche sulla permanenza della sede della Armando Testa a Torino. Poiché, come spiega Francesco Ortelli, rappresentante della Uil Tucs, ´l’intenzione è stata pronunciata soltanto a voce e l’azienda non ha mai accettato di mettere tale impegno nero su bianco’.

        La prima agenzia pubblicitaria italiana, che nel 2003 ha ottenuto ricavi superiori a 63 milioni di euro, ribadisce invece di ´aver fin dall’inizio manifestato la propria disponibilità a trovare un accordo con le organizzazioni sindacali’. Ma l’intesa non è stata possibile, sottolinea l’azienda guidata da Marco Testa, ´in quanto i sindacati hanno imposto come condizione irrinunciabile di non effettuare nessun licenziamento, salvo che per coloro che avessero prestato il loro consenso alla risoluzione del rapporto’.

        I sindacati dicono invece che ´a nulla sono valse le proposte di ricollocazione di parte del personale nelle aziende consociate o di attuazione di passaggi da full-time a part-time’. Nel frattempo, dopo l’inizio della crisi (aperta a fine marzo), 32 degli 81 dipendenti in esubero hanno già lasciato l’agenzia con dimissioni incentivate. Ma che cosa accadrà ai restanti 49? La ristrutturazione, per l’Armando Testa, mira comunque a valorizzare la sede di Torino (che ´resterà la più grande e la più importante del gruppo’), realizzando una struttura che utilizzerà ´un nuovo stile di lavoro basato sulla vicinanza fianco a fianco di professionalità differenti, incluso media e web, e sulla loro comunicazione integrata’. Parole che non convincono i sindacati. Nei 120 giorni successivi al 13 giugno (termine ultimo per la consultazione sindacale) non solo impugneranno i licenziamenti, ma, conclude Ortelli, ´siamo decisi a convocare davanti al giudice anche tutte le società, da Acqua Vera a Lottomatica, con cui l’agenzia ha stretto accordi, per paragonare i nuovi budget alla perdita del Mulino Bianco’.