Tesoro cauto sulla ripresa, ma il deficit migliora

13/03/2007
    martedì 13 marzo 2007

      Pagina 37 – Economia

      Nelle prime stime sulla trimestrale di cassa il Pil 2007 all’1,6-1,7%. I nodi del bonus fiscale e dello sgravio Ici per la prima casa

        Tesoro cauto sulla ripresa,
        ma il deficit migliora

          Epifani: riforma pensioni, tempi non infiniti. Il governo ci chiami

            ROMA — Certo, un miglioramento delle stime sulla crescita e sull’andamento dei conti pubblici ci sarà. Ma non sarà così ampio come qualcuno azzarda. Al Tesoro i tecnici al lavoro sulla trimestrale di cassa, attesa con le nuove previsioni nel giro di una decina di giorni, non hanno ancora un quadro del tutto chiaro dell’andamento della congiuntura. Non c’è certezza sulla solidità della ripresa scattata a metà dell’anno scorso, e i dati di ieri sulla produzione industriale, non buoni, confermano qualche preoccupazione. Così, mentre i sindacati premono sollecitando sulla scorta degli ottimi risultati economici del 2006 l’avvio del negoziato sulla riforma del welfare, in Via XX Settembre prevale la prudenza. E proprio questo è il messaggio che il ministro Tommaso Padoa-Schioppa ha trasferito ieri sera al presidente del Consiglio, Romano Prodi, nel corso di una cena con tutto lo stato maggiore dell’esecutivo, da D’Alema a Rutelli, a tutti i ministri economici.

              PRODUZIONE IN CALO — A gennaio, secondo i dati Istat, la produzione del settore industriale ha registrato una flessione dell’1,4% rispetto al mese di dicembre, il dato peggiore a partire dall’aprile del 2001. Su base annua l’incremento è positivo, pari all’1,3%, ma per l’Isae, l’istituto pubblico che analizza la congiuntura, la previsione è quella di un primo trimestre abbastanza fiacco per l’industria. Per giunta Paesi trainanti per la crescita, come Usa e Germania, accusano rallentamenti. Anche per questo i tecnici di Padoa- Schioppa sono cauti nella revisione delle stime sul prodotto interno lordo del 2007, ferme ancora all’1,3%. Buona parte della crescita (1,2%) è già acquisita per inerzia e la previsione della Trimestrale per il 2007 sarà più alta, ma non di molto: intorno all’1,6-1,7%, non certo il 2%.

                Stesso discorso per il deficit pubblico: il 2,8% comunicato a Bruxelles potrà essere limato, ma solo marginalmente. Anche perché esistono i rischi di attuazione dell’ultima Finanziaria. Il taglio del cuneo fiscale, per esempio: se passasse la linea della Ue, che chiede di estenderlo per non discriminare le società di servizi, tra cui tlc e banche (giusto ieri Prodi ha incontrato presidente e direttore generale dell’Abi), ci sarebbe un maggior costo, come minimo, di 1,5 miliardi di euro. Anas e ferrovie necessitano nell’immediato di un altro miliardo di euro, i cantieri delle grandi opere aperti dal precedente governo attendono fondi, altrimenti rischiano la chiusura. E la spesa sanitaria non appare ancora del tutto sotto controllo.

                SGRAVI ICI ENTRO GIUGNO — Il piano di intervento del governo, in questo quadro, stenta a prendere corpo. Di sicuro, al momento, c’è solo l’annunciato sgravio sull’Ici per la prima casa: operazione da concludere prima dell’acconto di giugno (e anche delle elezioni amministrative) e che potrebbe costare fino a 2,5 miliardi di euro. Ancora manca, invece, e anche di questo si è discusso ieri sera a Palazzo Chigi, la definizione delle risorse da mettere a servizio di un primo alleggerimento della pressione fiscale e di quelle da mettere sul tavolo del negoziato con i sindacati quando si arriverà a parlare della riforma delle pensioni e del welfare. Difficilmente prima di due settimane. Non certo prima della Trimestrale che darà la dimensione dei fondi spendibili.

                  I sindacati, un po’ spazientiti e forse preoccupati per il ritardo del negoziato rispetto ai tempi annunciati, continuano il loro pressing. Senza timore di attaccare il punto debole del governo. «Prodi al Senato ha una maggioranza che zoppica e deve supplire alla governabilità puntando sul consenso nel paese sui temi economici e sociali» ha detto ieri il leader della Cisl, Raffaele Bonanni. Un «confronto in tempi rapidissimi» lo chiede anche Guglielmo Epifani della Cgil. Che avvisa: «un conto è aumentare l’età pensionabile volontariamente. Altro è farlo con divieti e obblighi. E comunque, per il negoziato i tempi non sono infiniti, rischiamo di doverci tenere lo scalone».

                    Mario Sensini