Tesi alternative al congresso Cgil

18/07/2005

    sabato 16 luglio 2005

    Tesi alternative
    al congresso Cgil

      Rinaldini (segretario Fiom) e la Rete preannunciano battaglia

        Si accende in Cgil il dibattito congressuale e comincia a prendere forma la mappa delle posizioni che si confronteranno da qui all’assise nazionale che si terrà in primavera. Contrattazione e democrazia sindacale, oltre al rapporto con il governo che verrà sono già al centro di una discussione né rituale né ipocrita che promette di concretizzarsi in tesi alternative a quelle stilate dalla commissione politica.

          Una «riserva» in tal senso è stata annunciata ieri – a titolo personale – dal leader della Fiom Gianni Rinaldini. «Il contratto nazionale deve avere esplicitamente la funzione di aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori», ha sintetizzato Rinaldini intervenendo all’assemblea della «Rete 28 aprile» che raccoglie l’ala sinistra della Cgil.

            Escluso che le tesi (sono 10 approvate a larga maggioranza, un solo astenuto invece sul preambolo politico) parlino di diminuzione di quel potere d’acquisto, il punto per Rinaldini sono le «formulazioni che il giorno dopo permettano ad ognuno di dare una propria interpretazione».
            Di qui l’annuncio di una tesi alternativa nel caso che il direttivo di lunedì e martedì prossimi non dovesse apportare modifiche. Altra questione è quella della democrazia e della rappresentatività. Il leader della Fiom chiede qualcosa di meno generico: la scelta della consultazione con il voto di tutti i lavoratori sulle piattaforme e gli accordi non si può lasciare alle categorie.

              L’annuncio di Rinaldini ha prodotto una prima conseguenza sugli orientamenti proprio della «Rete».

                Aprendo i lavori ieri Giorgio Cremaschi aveva prospettato alla platea due percorsi per affrontare il congresso: presentare un documento totalmente alternativo a quello di maggioranza, oppure rinunciarvi e «riconoscersi» nelle tesi alternative di Rinaldini.

                  «La sua posizione cambia il quadro – spiega Cremaschi -. Potremmo far confluire i nostri voti su queste tesi senza presentarci con un documento di minoranza. Un’adesione autonoma, sia chiaro». È sempre Cremaschi a far notare che «è dalla prima volta dal ‘45 che un segretario dei metalmeccanici presenta tesi diverse a quelle del segretario generale su una questione centrale»». A differenza di Rinaldini, Cremaschi è stato sempre fiero avversario della concertazione e degli accordi del ‘93. È la posizione di tutta la «Rete»: dov’è dunque la convergenza? «Di fatto Rinaldini propone l’uscita dagli accordi del ‘93 -è la risposta- perché prospetta il superamento del salario legato solo al recupero dell’inflazione e alla distribuzione di produttività». Il dibattito è aperto. Le posizioni della «Rete» sono decisamente più radicali, «No alla concertazione, no a un patto con qualsiasi governo e no alle regole» è lo slogan scelto. Se, come probabile, la «Rete» rinunciasse a presentare un proprio documento la Cgil avrebbe un congresso unitario riducendo le divergenze a un paio di tesi. E questo, paradossalmente, si dovrebbe allo «strappo» di Gianni Rinaldini.

                fe. m.