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Terziario, siglato il rinnovo del contratto nazionale Confcommercio

31/03/2015

Risultati economici e normativi importanti per oltre 3 milioni di addetti, con la firma dell’ipotesi d’accordo del contratto nazionale del Terziario.

La dichiarazione di Maria Grazia Gabrielli

“Nel difficile contesto economico e sociale attuale la conclusione positiva dei negoziati e la sottoscrizione di un’intesa unitaria è un segnale importante e significativo” così le segreterie nazionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno commentato l’ipotesi di accordo di rinnovo del contratto nazionale di lavoro del terziario, della distribuzione e dei servizi siglata nella tarda serata di ieri dai sindacati di categoria con l’associazione datoriale Confcommercio.

“Dopo l’interruzione della trattativa del giugno dello scorso anno – hanno proseguito le segreterie nazionali – è stata raggiunta un’intesa unitaria che consegna un risultato salariale e normativo  per il triennio 2015 – 2017”.

Il nuovo contratto nazionale di lavoro, in vigore dal 1° aprile 2015, sarà applicato ad oltre 3 milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario, commercio, distribuzione e servizi, per i quali l’intesa ha stabilito un aumento economico di 85,00 euro al IV livello da riparametrare per gli altri livelli e da erogare in 5 tranche.

L’intesa riconosce inoltre un elemento economico di garanzia per l’effettivo affermazione del secondo livello di contrattazione quantificato in 90 euro per le aziende con più di 10 dipendenti e di 80 euro per le aziende al di sotto dei 10 dipendenti da rapportare in scala parametrale per i diversi livelli. Viene dunque così confermato il ruolo del secondo livello di contrattazione aziendale e territoriale.

Molte le novità introdotte sul versante normativo  a cominciare  dall’introduzione del sistema di classificazione del personale del settore ICT – tecnologie dell’informazione e della comunicazione – da tempo una parte importante e innovativa del terziario avanzato.

Sul tema del mercato del lavoro, nel confermare le percentuali di utilizzo del contratto a termine, le parti hanno stabilito l’estensione della normativa sull’apprendistato – con la percentuale di conferma del 20% – a tutte le aziende del settore indipendentemente dalla dimensione.

Per la durata di vigenza del nuovo contratto, potrà essere attivata una particolare forma di contratto a tempo determinato, della durata di 12 mesi, finalizzata all’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti in condizioni di particolare svantaggio - lavoratori che hanno terminato l’utilizzo degli ammortizzatori sociali senza aver trovato ricollocazione, lavoratori autonomi o  parasubordinati con un reddito inferiore al reddito annuale minimo  escluso da imposizione –  per i quali è previsto un percorso formativo a fronte di un inserimento crescente negli inquadramenti.
L’accordo dà inoltre attuazione alla nuova governance della bilateralità di settore.

“Il grande senso di responsabilità nei confronti dei milioni di lavoratori coinvolti ha consentito di superare vecchie divisioni con l’intenzione di affrontare una crisi economica che ha investito anche il settore commerciale” hanno commentato Filcams Fisascat e Uiltucs”

“Nella ricerca della mediazione  è stato riconfermato il secondo livello di contrattazione – hanno concluso le tre segreterie nazionali – confermando nel contempo la validità e la centralità del contratto nazionale che, in una fase ancora critica per il paese, contraddistinta da stagnazione dei consumi e incertezze per i prossimi mesi,  valorizza il sistema delle relazioni sindacali.”

L’ipotesi di accordo siglata sarà sottoposta all’assemblea unitaria delle strutture e dei delegati in programma a Roma per  il 14 aprile prossimo e poi alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

Leggi l’ipotesi d’accordo