Terziario, scatta lo sciopero

14/06/2004



Edizione del 13 giugno 2004


"Non sono bastati otto mesi di trattativa per raggiungere un accordo tra le parti"
I sindacati attaccano sul rinnovo del contratto di lavoro

Terziario, scatta lo sciopero

"Non sono bastati otto mesi di trattative e due scioperi per raggiungere un accordo sul rinnovo del contratto nazionale del "Terziario Distribuzione e Servizi", scaduto da ben 18 mesi ed arenatosi di fronte alla presuntuosa irremovibilità della Confcommercio, che vuole precarizzare al massimo i rapporti di lavoro, da caratterizzare in forme individuali e non collettive ed in barba a regole e diritti spettanti ai lavoratori, in nome di una mera competizione da costi (vedi il dilagare di contratti part-time e di apprendistato)".

Lo affermano i sindacati che, oltre alle grandi distanze sul salario ( ritengono inaccettabile, rispetto alla richiesta presentata nella piattaforma, la proposta economica della Confcommercio), confermano che lo scontro in atto proprio sulla natura del contratto, con Filcams, Fisascat e Uiltucs decise a "stabilizzare i rapporti di lavoro, in un settore ed in una provincia come quella scolana dove peraltro è molto forte la precarizzazione (oltre ai già citati contratti part-time e di apprendistato, hanno iniziato negli ultimi anni ad affacciarsi sulla scena, soprattutto nelle piccole imprese, anche i Co.Co.Co. e forme di associazione in partecipazione), con la legge 30 che rischia di dare il colpo di grazia a migliaia di lavoratori e lavoratrici".

Alla stagnazione delle trattative sul contratto del commercio, si aggiunge anche quella riguardante il rinnovo del contratto della "Distribuzione Cooperativa", con le controparti che – sempre secondo i sindacati – "hanno avanzato proposte salariali insufficienti (una "una-tantum" di 250 euro per sanare il periodo di vacanza contrattuale, mentre sugli aumenti mensili tergiversano mascherandosi dietro alla concorrenza con il commercio)".

I commercianti "piangono" perché sono diminuiti i consumi, chiedendo al governo l’attuazione di politiche che ne favoriscano il rilancio.

"C’è però un solo modo per rilanciare i consumi – spegano ancora i sindacati – aumentare gli stipendi e stabilizzare i rapporti di lavoro. Questo, in un territorio provinciale dove la condizione degli addetti è, come abbiamo visto, sottoposta ad una massima precarizzazione, che è alla base anche di una rilevante questione salariale, con bassi stipendi dovuti ad una contrattazione decentrata di fatto inesistente in un tessuto di piccole e piccolissime imprese".

Lo sciopero del 19 vedrà anche una grande manifestazione in programma a Roma, prevista in piazza Navona. Per le imprese del settore ove l’orario di lavoro è distribuito su cinque giorni, lo sciopero è anticipato a venerdi’ 18 (tutta la giornata)".

I sindacati invitano "tutti i lavoratori e le lavoratrici del commercio a scioperare per ottenere un contratto dignitoso che stabilisca regole, garanzie, diritti, oltre che un salario adeguato alle esigenze delle famiglie, alle prese il grave problema di non arrivare alla fine del mese con il salario attuale.

Per informazioni relative alla manifestazione di Roma, telefonare alle sedi sindacali territoriali di riferimento.