Terziario, la Filcams Cgil contesta il contratto firmato da Cisl e Uil

22/03/2011

Contrarietà alla firma del contratto sul terziario firmato da Fisascat, Cisl e Uiltucs. Un contratto che, secondo Fortunato Petrolo, segretario regionale Filcams Cgil Calabria, «non ha precedenti». Tutto il disappunto della Filcams è stato espresso nei giorni scorsi a Milano durante l’attivo nazionale dei delegati del terziario della Filcams Cgil, alla presenza del segretario generale, Susanna Camusso, e del segretario Filcams nazionale, Franco Martini.
«È difficile trovare un argomento – spiega la Filcams Calabria – in grado di dimostrare che l’accordo separato per il rinnovo del Ccnl del Tds, sottoscritto da Cisl e Uil , consegnerà un contratto migliore di quello precedente. Parlare di tratti innovativi in un contratto che, di fatto, vanifica il secondo livello contrattuale, riducendolo attraverso le deroghe a semplice grimaldello del contratto nazionale, significa confondere la fantasia con la realtà». Secondo la Filcams «si è assecondata la politica di Confcommercio, tesa a scaricare sul lavoro il peso principale della crisi dei consumi. Un’operazione dove non esiste alcuna contropartita in termini occupazionali e di crescita dei salari». La Filcams spiega quindi di aver proposto di sottoporre l’accordo al voto dei lavoratori analogamente a come si è proceduto «per il contratto dei metalmeccanici imposto dalla Fiat e confermato da Cisl e Uil».
Per Fortunato Petrolo, ci si trova dinanzi ad una «democrazia a doppia velocità che la dice lunga sulla consapevolezza del danno che l’accordo separato del commercio produrrà nel settore». A supporto delle proprie argomentazioni, Petrolo scende quindi nel concreto.«Per la prima volta un contratto nazionale – rimarca – interviene sull’istituto della malattia togliendo al lavoratore la tutela della retribuzione nei primi giorni di malattia, cioè per i primi due eventi l’impresa paga al 100%, per i successivi due al 50%, al quinto evento i primi tre giorni non vengono pagati. Inoltre, l’accordo prevede che le aziende possano decidere di non versare il contributo assicurativo all’Inps e ciò potrebbe causare un danno economico per i conti dell’Istituto di previdenza sociale».
Altro punto controverso dell’accordo è, secondo la Filcams, la possibilità data all’azienda di pattuire clausole capaci di spostare i ricorsi dei lavoratori dal giudice del lavoro ad una commissione bilaterale composta in parti uguali da funzionari dell’impresa e dai sindacati firmatari dell’accordo. Il part-time viene poi ammesso solo per 8 ore settimanali per gli studenti o per chi ha un altro lavoro, ma solo di sabato o domenica. Scelta sbagliata, ad avviso della Filcams, perché si crea «personale precario a basso reddito e ricattabile, invece di aumentare l’orario di impiego degli altri lavoratori part-time già in servizio». Ottantasei euro di aumento su base triennale è infine per Fortunato Petrolo «il livello più basso raggiunto da tutti i contratti sin qui firmati separatamente da Cisl e Uil. A tale cifra andranno poi sottratti due euro al mese per finanziare il "fondo est" che sinora era a totale carico delle aziende».